IL PROFESSOR UGO VILLANI OSPITE AL LICEO NUZZI

 Tutti dovrebbero ascoltare almeno una volta Ugo Villani, barlettano di origine, parlare dell’Unione Europea, prima di formulare qualsiasi giudizio al riguardo. Ugo Villani, professore emerito di Diritto internazionale all’Università di Bari “Aldo Moro” e di Diritto dell’Unione europea alla LUISS “Guido Carli” Roma, Presidente della Società italiana di diritto internazionale e di diritto dell’Unione europea (2015-2018),  Condirettore della collana “Studi di diritto internazionale” (Giappichelli Torino), Condirettore della rivista “Studi sull’integrazione europea” e della relativa collana (Cacucci Bari), vanta un curriculum che pullula di numerosi e prestigiosi incarichi, importanti pubblicazioni, ma sono state le sue parole a regalare piccoli preziosissimi lumi a noi maturandi del Liceo Scientifico Nuzzi di Andria, che il prossimo 26 maggio saremo chiamati a votare, per la prima volta, proprio per il rinnovo dell’Europarlamento. 

Catturando tutta la nostra attenzione e simpatia, in un linguaggio accessibile e stimolando un vivacissimo dibattito, in meno di due ore il Professor Villani ha  ripercorso le camaleontiche mutazioni che hanno condotto l’Unione Europea dall’idea di partenza della Dichiarazione Schuman, del lontano 9 maggio 1950, allo stadio attuale. Dall’embrionale CECA, un progetto di stampo puramente economico, alla moderna Unione, i cui principi fondamentali gravitano attorno al cittadino e ai suoi diritti in quanto uomo, attraverso gli strumenti di tutela del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea, la coesistenza tra gli stessi, l’adesione dell’Unione europea alla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, i rapporti tra le rispettive Corti nell’ambito dello spazio giuridico europeo e la diversità culturale quale diritto fondamentale. Tutela internazionale dei Diritti umani di cui l’Unione Europea ha consentito l’evoluzione e il consolidamento. Oltre ai valori, immutati nei settant’anni trascorsi, della solidarietà e della pace tra le popolazioni prima ancora che tra i governi.

D’altra parte, come ha dichiarato il Professor Villani in una recente intervista, “Pace e diritti umani sono un binomio indissolubile, perché non ci può essere una vera pace se non c’è rispetto per i diritti umani  fondamentali e per altro verso i diritti umani fondamentali richiedono condizioni di pace”.

Secondo Villani, la crisi attuale dell’Unione è simbolo di una “disaffezione”, talvolta giustificata, degli Stati membri nei confronti dei suoi valori fondamentali. Ne sono un esempio il fallimento delle politiche per la gestione dei fenomeni migratori e l’ambiguità della questione Brexit, che ad oggi ha del “grottesco”.

Tuttavia, è importante che la denuncia degli errori commessi dai singoli governi, le cui idee sono mutabili, non si estenda a un’avversione nei confronti dell’istituzione in cui gli stessi operano. La fiducia dei Paesi membri nell’UE, che Ugo Villani ha definito come un processo, dovrebbe avere radici più profonde. Così, alle numerose domande sull’eventualità di abbandono dell’UE da parte dell’Italia, il Professore ha risposto facendoci riflettere sull’entità dei maggiori problemi da affrontare al giorno d’oggi. Inquinamento, pace nel mondo, migrazione sono eventi dall’incidenza mondiale, la cui gestione non può di certo essere completata dai singoli governi. In questo contesto, ha aggiunto, “chiudersi in politiche nazionalistiche potrebbe rivelarsi un po’ naif”. Bisognerebbe invece assecondare l’ormai irrefrenabile apertura dei confini economici, sociali e culturali tra Stati.

Affrontare questi temi attraverso la lente di un raffinato giurista come Villani ha raffinato la nostra sensibilità al riguardo, avvolgendola di un vapore nuovo e denso di consapevolezza che di certo ci sarà di supporto nelle nostre scelte.


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