
Frammenti incastonati in una cornice composta da memoria e fantasia, per un quadro che contiene nostalgie e contraddizioni della scrittrice Doris Bellomusto che, dopo aver pubblicato “A corpo libero – Esercizi di poesia”, si dedica stavolta a sperimentazioni di prosa con “Passo a due” (Tralerighe libri editore), opera di cui è lei stessa a parlarci:
Ciao, Doris. Perché hai deciso di passare dalla comfort zone poetica all’esperimento in prosa?
Forse non ho deciso io, forse “Passo a due” si è scritto a poco a poco e io semplicemente ho accolto questi frammenti di prosa e ho cercato di dargli una cornice. Questa cornice si compone di memoria e fantasia e il quadro che contiene ritrae me, le mie nostalgie e le mie contraddizioni.
Cosa differenzia, nel messaggio rivolto al lettore, “A corpo libero” e “Passo a due”?
A corpo libero contiene esercizi di poesia, Passo a due è un esercizio di prosa e non so quanto possa dirsi riuscito; c’è chi mi rimprovera di scrivere in prosa poetica e mi sprona a osare di più. A chi mi legge in questo caso racconto l’amore, la malattia, la perdita, la distanza, l’appartenenza. Racconto di una donna che mi abita il cuore e che mi ha forgiato il cuore negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza.
Proprio attraverso “Passo a due” dici di voler riordinare il tuo mondo, tra passato e presente. Ma in che modo la fantasia aiuta a vivere meglio la realtà?
La fantasia è un filtro magico che abbellisce, confonde, rammenda, aiuta a correggere le storture della realtà. Io attraverso la fantasia ho indossato la pelle di mia nonna, ho immaginato pensieri, parole, situazioni che potessero restituirla alla mia realtà. A me questa fantasia ha nutrito l’anima e va già bene così.
Al di là dell’impossibilità “ad afferrare niente di intero“, a chi dedichi la tua ultima opera?
A chi ha bisogno di ritrovare la propria appartenenza. Non siamo soli, apparteniamo a mondi piccoli, a mondi grandi, a microcosmi e all’universo intero. Io scrivendo ho sempre sentito sulla pelle un forte senso di appartenenza e in questa ritrovata gioia sento di aver conquistato altre parti di me che chiedevano spazio e che in queste pagine lo hanno trovato.
Progetti futuri?
Non ne faccio mai, cerco di carpire il momento, so che il futuro mi cammina alle spalle.
























