Un successo del 1997 firmato Liu Dehua

In questo triste periodo ce ne sarebbero di argomenti seri di cui parlare; dalla guerra in Ucraina, ai severissimi e poco sensati lockdown a Xi’an prima e a Shanghai poi, non sembrano tempi per risate spensierate, ma voglio provare ad andare controcorrente.

Mentre cercavo dei file didattici nel mio hard disk, ho ritrovato tra i file musicali una canzone che avevo scaricato anni fa, il che mi ha fatto tornare indietro a tempi davvero felici e senza pensieri per me.

La canzone è un successo del 1997 di Liu Dehua (刘德华), un cantante e attore di Hong Kong, molto famoso in Cina e in altre nazioni asiatiche.

La canzone si intitola “Matong” (马桶) che vuol dire “Gabinetto”.

Sì, la canzone è un’ode al gabinetto, alla tazza, al water, al cesso, o come lo si vuole chiamare, ed è stato uno dei miei cavalli di battaglia delle serate al karaoke, cantata spesso insieme al mio amico e compagno di università Pietro, causando l’ilarità dei miei amici, soprattutto quelli cinesi che non si aspettavano che un italiano conoscesse quella canzone che dieci anni fa era già piuttosto vecchia e non conosciuta da tutti i giovani cinesi.

Un testo del genere non è proprio ciò che si aspetta qualcuno che voglia avvicinarsi al mondo della musica cinese, così mi è venuta voglia di scrivere questo articolo per farvi conoscere questa canzone, invitandovi ad ascoltarla e a guardare il video con i sottotitoli in cinese.

Essendo questi tempi che possiamo definire “di merda”, possiamo davvero declamare un’ode al gabinetto, l’unico in grado di portarla via dalle nostre vite.

La canzone è in cinese mandarino, ma i sottotitoli sono in caratteri tradizionali, perché a Hong Kong non sono ancora diffusi quelli semplificati che si usano nella Cina continentale.

Non ritengo necessario riportare il testo in cinese, visto che è già presente nel video, mi limiterò quindi alla traduzione in italiano.

Buon ascolto!

“Gabinetto”

“A casa mia c’è un gabinetto,

ogni gabinetto ha un buco,

sul buco c’è sempre un sorriso,

mentre nel mondo ci sono tante ingiustizie.

In ogni casa c’è un gabinetto,

e ognuno lo userà

E dopo averlo usato,

ti sentirai libero e rilassato,

ti garantirà un’infinità allegria.

Ogni cesso è un eroe,

basta premere un tasto

e scarica via tutte le tue preoccupazioni,

e per quanti siano i tuoi problemi e le tue delusioni,

lui ti aiuterà portando tutto via con sé.

Ogni gabinetto è un amico,

puoi avere un bel rapporto con lui,

per tutta la vita non potrai farne a meno.

I miei segreti sono troppi,

i miei sogni troppo difficili da realizzare

e tu piano piano sai capirmi,

caro cesso!”.


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Mi chiamo Marco Volpe, nato a Trani nel 1982 ma cresciuto ad Andria. Dopo essermi laureato all'università La Sapienza di Roma in Lingua e civiltà cinese, ho frequentato un corso intensivo di lingua cinese a Pechino, dove dieci anni fa ho cominciato a lavorare come insegnante d'italiano e dove vivo tuttora con mia moglie.

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