Sarà abbattuta la casetta ad Andria tra via Trani e via Quinto Ennio

Finisce una storia, la casa del vecchio sta per essere rasa al suolo. Non è una storia della Disney. È un pezzetto di ricordi di tanti, che ha mutato mille volte aspetto nella mia mente. Mai dimensioni, però.

Ferma fra i palazzi alti. Caparbiamente disallineata. Opposta al flusso delle correnti del traffico. Un segno di resistenza? O di abbandono? O di solitudine?

Non so quanti lo abbiano fatto, mi piace pensare che a tutti sia accaduto di fantasticarci. Io le ho dato l’aspetto di una sala da tè. English old style. Tranquillo luogo di parole non urlate, di lettura di versi fluttuanti sulle spire delle tazze fumanti. Tempo lento e non vuoto. Tempo per voler bene a se stessi, giocherellare con una tazza in attesa della sfumatura giusta di ambrata fragranza. Tepore che rinfranca la gola, e il cuore. Due chiacchiere con un volto amico, nessuna fretta, nessun bisogno di raggiungere sazietà o stordimento. Solo un momento di sana lentezza e di effimero benessere. Se il sole è tiepido, poi, quel giardino, il muro di tufi coperto di rampicanti lievi desiderosi di ripagare la calda carezza con un fiore profumato.

E la nostalgia di chiudere le porte col buio, attendendo il giorno per accogliere nuove storie raccontate fino in fondo, ascoltate fino al fondo.

Un sogno anacronistico, un luogo sbagliato, o forse no.

Però… qui da noi non si beve il tè.


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