Si è concluso il primo Consiglio Direttivo Nazionale AIGA, tenutosi a Roma nelle giornate del 12 e 13 dicembre, un appuntamento di grande rilievo per l’Associazione Italiana Giovani Avvocati che ha visto l’assegnazione di importanti incarichi nazionali e regionali. L’avv. barlettana Antonella Divincenzo è stata nominata componente nazionale dell’ONAC – Osservatorio Nazionale AIGA sulle Carceri Italiane.

Un ruolo prestigioso, testimoniato dalle parole della stessa Antonella.

Ciao, Antonella. Cos’è l’ONAC?

L’ONAC è l’osservatorio nazionale AIGA sulle carceri italiane. Si occupa di monitorare la situazione carceraria e i diritti dei detenuti in Italia, sfruttando le 130 sedi, distribuite nel nostro Paese, delle varie sezioni dell’AIGA per raccogliere informazioni aggiornate ogni anno.

Quali attività ha svolto dal 2022 (anno della sua fondazione) ad oggi?

Sono state diverse le attività svolte dall’ONAC, tra cui la realizzazione del libro bianco sulle carceri italiane dedicato a Papa Francesco, stampato e rilegato dai detenuti dell’istituto ligure, e, al cui interno, vi è un’analisi fedele dei sopralluoghi che, ogni anno, in occasione della Settimana Santa, si tengono in tutti gli istituti penitenziari italiani. L’anno scorso abbiamo scritto una proposta di riforma dell’ordinamento penitenziario sostenuta poi dal Presidente del Senato, La Russa.

Perché si sceglie proprio la Settimana Santa come periodo più indicato per redigere un dossier sulla condizione delle carceri italiane?

Il motivo della scelta della Settimana Santa per visitare gli istituti penitenziari, afferisce al fatto che sia un periodo simbolicamente forte per l’attenzione alla giustizia, alla privazione della libertà e alla speranza, spesso coincidente con temi di perdono e riflessione, collegandosi al significato religioso e umanitario della Pasqua, e in quel periodo si intensificano dibattiti e iniziative sulla condizione dei detenuti, richiamando l’attenzione mediatica e istituzionale sulla realtà carceraria.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.