Un pc ed una webcam. Sono gli strumenti del momento, i muri che delineano distanze ma, anche e soprattutto, trampolini di lancio per un sogno.

Angelica Fucci ha conseguito la Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Giurisprudenza, direttamente da Andria, discutendo la propria tesi nel salotto di casa, in collegamento (o sarebbe meglio dire “connessione”) con l’Università “LUISS Guido Carli” di Roma. Tutta la soddisfazione di una giovanissima neo Dottoressa nell’intervista che ha deciso di rilasciare per i lettori di Odysseo:

Ciao, Angelica. Che sensazioni suscita discutere la propria tesi di laurea da remoto senza il calore, e forse la pressione, di amici e/o parenti?

Il giorno della mia laurea l’ho immaginato tante volte e anche nei minimi dettagli. Mi sono immaginata più volte nella maestosa “sala delle colonne” della mia università LUISS in viale Pola a discutere la mia tesi di laurea e a stringere alla fine della proclamazione le mani ai professori che mi hanno accompagnato per questi cinque anni. Sono sincera, la notizia così inaspettata di dover rinunciare a tutto ciò e dover discutere e coronare questo mio percorso dietro un PC inizialmente mi ha scioccata. Dover rinunciare soprattutto al calore dei miei amici e colleghi universitari che hanno condiviso con me e per me sogni, lacrime e gioie universitarie mi ha per un primo momento destabilizzata. Poi con i giorni che passavano e la situazione nazionale che iniziava ad aggravarsi ho razionalizzato e mi sono considerata una persona comunque fortuna. Fortunata perché, in primis, a differenza di tanta altri miei colleghi rimasti bloccati a Roma, ho avuto la fortuna di trovarmi nella mia città natale e condividere, seppure in modo così inusuale almeno con la mia famiglia questo traguardo e poi perché nonostante la distanza, il supporto e il sostegno non è mancato e sono stata circondata da tanto amore. Grazie alle nuove tecnologie e all’organizzazione della mia università ho avuto comunque la possibilità di discutere con tutti i miei affetti che mi guardavano e brindavano con me. Purtroppo, in un momento simile tutto ciò che prima era naturale adesso non lo è più: quindi, al netto di tutto, anche la seduta di laurea “online” è stata apprezzata e intensa.

Ci sono stati momenti in cui hai temuto che l’agognato traguardo venisse procrastinato a causa del Covid19?

Certamente… Anzi ad essere sincera in alcuni momenti ho temuto l’inimmaginabile. Le settimane che hanno preceduto la mia discussione sono state piene di punti interrogativi ed incognite. Le cose cambiavano da un giorno all’altro e spesso si vociferava la possibilità di rimandare a chissà quando la seduta. Per fortuna però la mia università, come molte altre, è stata efficiente dal primo momento andando a tutelare gli interessi primari di noi studenti , che in quel momento, per noi laureandi in particolare, andavano ad essere proprio quelli di non danneggiare un traguardo così importante garantendo di concretizzare il nostro risultato e metterlo in sicurezza, nonostante la situazione di forte crisi ed incertezza.

L’inserimento nel mondo del lavoro è, da sempre, il più grande rompicapo delle nuove generazioni. Credi che, dopo questo drammatico periodo, si possa contenere, più facilmente, la cosiddetta “fuga dei cervelli” e, magari, veder spalancate porte in questi anni troppo spesso chiuse?

Spero che da questo periodo così difficile tutti noi, in particolare noi ragazzi, prossimi al mondo lavorativo, riusciamo a maturare una maggiore sensibilità e senso di appartenenza al nostro Paese. Sono dell’idea che non abbiamo niente da invidiare a nessun altro paese e se ognuno di noi riuscisse a mettere del suo riusciremmo a valorizzare ogni singola sfumatura. Io ho sempre avuto l’idea di realizzarmi personalmente e professionalmente nel mio paese. Mi auguro tra l’altro che, come in noi ragazzi è augurabile si rafforzi l’idea di lavorare restando in loco, così dopo questa tragedia sia la classe imprenditoriale, ma ancor di più la classe politica punti sulle nuove leve, sulle nuove professionalità, su coloro che dovranno rappresentare nei fatti la colonna portante di una nuova Italia. Sia questa quindi l’occasione per un reale incremento professionale quantitativo ma ancor di più qualitativo per noi giovani.

Da giurista quale ormai sei, ritieni si sia, costituzionalmente, legittimati ad ovviare all’applicazione degli articoli 13, 16, 17, 18 e 19 inerenti al diritto della libertà individuale e associativa?

Credo che questo momento storico nessuno, neanche se ce l’avessero predetto, sarebbe stato in grado di immaginarselo. Gli interessi ad entrare in gioco sono davvero tanti e reputo davvero arduo il compito di bilanciare ognuno di essi senza lederne neanche uno. In questo momento però è  in gioco soprattutto quel diritto che nella Costituzione è il più importante tra tutti: il diritto alla salute. E proprio la Costituzione prevede, per ragioni di salute, che siano possibili limitazioni di altri nostri diritti fondamentali. Ecco perché “giustifico” i sacrifici vari impostici da tale evenienza, pur desiderando tornare al più presto alla normalità. Resta però  imperativo per tutti la difesa e la Tutela della nostra democrazia.

Progetti futuri?

Ecco… Alla fine la classica domandina un po’ scomoda è arrivata… Un po’ come la domanda “e il fidanzatino?” o “ma quindi quando ti laurei?” posta dai parenti  al tipico banchetto di Natale. In ballo ci sono sicuramente diversi progetti e diverse aspettative che purtroppo al momento sono stati sospesi. In ogni caso, la mia certezza più grande rimane comunque che il 25 marzo è stato per me solo punto di partenza e non un punto di arrivo. Sono consapevole che dovrò studiare ancora per molto tempo e sudare tanto per realizzarmi professionalmente…

Ma non vedo l’ora.


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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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