Bare trees and goalpost in misty park at sunrise

Per un operaio che non muore, ma scompare nel dolore

Là, sotto la pelle della città,

la tua vita

aperta come crepa.

Il tempo non si è fermato

ha soltanto cambiato marcia,

e tu sei rimasto dietro,

inchiodato all’istante.

L’assenza ha messo radici

nel tuo corpo è un animale

cieco ti scava dentro.Ti divora

non con denti, ma con ore

che non finiscono mai.

L’assenza è una cucitrice

stanca: rattoppa le tue giornate

con ago arrugginito,

senza filo per la rabbia.

Tu non sei il morto.

Il morto si piange,

si veste di lutto,

si onora con parole.

Tu sei la ferita che non parla,

sei l’ombra piegata

tra un prima e un dopo

che non si toccano più.

Il cantiere ti chiama nei sogni,

ma ora sei terra, sei fango,

sei silenzio cucito al lenzuolo.

Il tuo casco giace in un angolo.

La tua voce anche.

L’assenza ha le dita sporche,

ti accarezza il volto ogni mattina

e poi ti lascia solo,

nudo, sotto la luce di un neon.

Non sei stato celebrato.

Sei stato trasportato.

Spostato.

Dimenticato.

Ma io ti vedo nella musica

muta della tua assenza.

È sinfonia spezzata,

è tamburo senza pelle.

È fisarmonica che piange

senza più fiato.

Tu sei la ferita di tutti,

anche se nessuno la nomina.


FontePhotocredits: https://elements.envato.com/bare-trees-and-goalpost-in-misty-park-at-sunrise-7J9SGC7
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Yuleisy Cruz Lezcano nata a Cuba, vive a Marzabotto, Bologna. Lavora nella sanità pubblica, laureata in scienze biologiche e con una seconda laurea magistrale in scienze infermieristiche e ostetricia, presso l’Università di Bologna. Ha pubblicato diciotto libri a seguito di riconoscimenti e premi in concorsi. Due dei libri pubblicati sono in spagnolo/italiano e il penultimo in spagnolo/ portoghese è stato pubblicato in Portogallo. Si occupa di traduzioni in spagnolo, facendo conoscere poeti italiani in diverse riviste della Spagna e del Sudamerica e, in modo reciproco, facendo conoscere poeti sudamericani e spagnoli in Italia. Collabora con blogs letterari italiani, di America Latina e di Spagna. La sua poesia italiana è stata tradotta in francese, spagnolo, portoghese, inglese, albanese.

2 COMMENTI

  1. Versi meravigliosi, di un’empatia quasi dolorosa ma che abbraccia con calore colui che è la nostra “ferita”, la nostra sconfitta. Chiusa grandiosa.

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