Esiste anche un modo luminoso…

Perdere, la vibrazione di questa parola produce un’onda emozionale appena la sento pronunciare. Tocca le corde di alcune emozioni come paura, smarrimento, rabbia, confusione… Ho perso un oggetto, ho perso un’occasione, ho perso un amico, ho perso l’affetto di qualcuno.

Perdere crea un vuoto, un’assenza, un disastro. E tutto questo accade soprattutto quando sono attaccato a quell’oggetto, situazione o persona.

Questa è solo la parte buia di questa parola. Esiste anche una parte luminosa, come per tutto, nell’universo.

Una poesia di Elisabeth Bishop, ascoltata anni fa e poi ritrovata per “caso”, dedica a questa parola un’attenzione particolare, dandole una luce nuova!!

Si intitola L’arte di perdere.

Un’arte, e lo è, che si impara attraversando la vita e vivendo profondamente le esperienze. E’ l’arte che ti porta a creare una nuova vita dopo che hai “perso”.

L’arte che ti insegna ad accettare di aver “perso” qualcuno o qualcosa, e che, nonostante tutto, può non essere un “disastro”.

L’arte di perdere si impara camminando ogni istante sui propri passi con la consapevolezza che il perdere altro non è che lasciar andare affinché ci sia del nuovo nella propria vita.

Mi fermo qui, gentile lettore o lettrice, e lascio a te la poesia e le vibrazioni che ti giungeranno attraverso le sue parole.

 

L’ARTE DI PERDERE

 

L’arte di perdere non è difficile da imparare;

così tante cose sembrano pervase dall’intenzione

di essere perdute, che la loro perdita non è un disastro.

 

Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta il turbamento

delle chiavi perdute, dell’ora sprecata.

L’arte di perdere non è difficile da imparare.

 

Poi pratica lo smarrimento sempre più, perdi in fretta:

luoghi, e nomi, e destinazioni verso cui volevi viaggiare.

Nessuna di queste cose causerà disastri.

 

Ho perduto l’orologio di mia madre.

E guarda! L’ultima, o la penultima, delle mie tre amate case.

L’arte di perdere non è difficile da imparare.

 

Ho perso due città, proprio graziose.

E, ancor di più, ho perso dei reami che possedevo, due fiumi, un continente.

Mi mancano, ma non è stato un disastro.

 

Ho perso persino te (la voce scherzosa, un gesto che ho amato).

 

Questa è la prova. È evidente,

l’arte di perdere non è difficile da imparare,

benché possa sembrare (scrivilo!) un vero disastro.

(Elisabeth Bishop)


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