Secondo appuntamento del Laboratorio di Scrittura Creativa

Il Laboratorio di Scrittura Creativa, organizzato dal Centro Diurno Cogestito Andria-Trani “Oltre il Muro”, Dipartimento di Salute Mentale ASL BAT e Cooperativa Sociale “Questa Città”, è proseguito, lunedì 13 maggio, grazie alle idee partecipative di Vincenzo, Rosaria, Gabriella, Mina, Francesca e Anna Maria. Sulle note, stavolta, di “Struggle for Pleasure” di Wim Mertens, il sottoscritto ha riscontrato la pertinace costanza di Giovanni, Giacomo, Teresa, Maria Assunta, Luigia, Eugenia, Francesca, Anna e Maria, occhi più che penne, una vista, la loro, che ha scrutato senza giudizio, che ha osservato senza preclusioni, uno sguardo su quella dicotomia guerra e pace raccontata da Tolstoj e fotografata da Oriana Fallaci, la visione onirica di Natascia che va al ballo, la potenza delle immagini trasformatesi in parole del cuore:

“La guerra è sofferenza atroce, ma porta con sé anche un barlume di speranza in un domani” migliore *Teresa*;

“Cos’è perdonare se non amare ugualmente?! Come si può perdonare chi ci ha inflitto una sofferenza??!!” *Eugenia*;

“La dove c’è Guerra c’è anche procreazione non desiderata, non voluta, c’è VITA, la speranza di un

mondo migliore” *Maria Assunta*;

“La guerra è un mondo pieno di brutalità e sofferenza ma piena di speranza per un mondo di pace, per persone tutte uguali senza differenza” *Francesca*;

“La pace è responsabilità di ognuno partendo proprio da sé stessi” *Anna Maria*;

“Fratello cosa stai facendo? Perché imbracci quel fucile? Perché semini morte? Non sei più un uomo, così mi spaventi, fermati fratello!” *Maria*;

“Mi sono ispirato ad una frase di William Shakespeare: ‘Quando nel dolore si hanno compagni che lo condividono, l’animo può superare molte sofferenze’ “. *Giacomo*;

“La guerra distrugge il mondo” *Anna*;

“Che le guerre finiscano e ritorni la Pace” *Luigia*.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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