
Perché ciò che esiste è il cuore del mondo, che parla dentro di noi, ma davanti ai potenti ride troppo forte
A un certo momento prova ad ascoltare il cuore e non la mente. La mente è attraversata dai pensieri, dalle parole e le parole appartengono a chi? Le parole ci colonizzano, ci invadono, si impadroniscono di noi. Se invece provi ad ascoltare il cuore scopri che è lo stesso di sempre. Non c’è differenza fra il cuore tuo di oggi e il cuore tuo di quando avevi sei oppure otto anni. Il tuo cuore sa. Il mio cuore sa. Il cuore sa che ogni istante è un’avventura. Sa che mentre le parole rendono tutto sempre uguale, l’istante è sempre diverso. Il cuore si ribella. Il cuore è politicamente anarchico. Il cuore non dormirebbe mai. E nella sua insonnia andrebbe a cercare liberamente nell’infinito: chissà dove andrebbe!?! Dovrebbe aver paura di non avere limiti! Andrebbe da tutti quelli che non hanno mai avuto voce, ma sono stati testimoni, testimoni del tutto, testimoni della storia. Sì, il cuore sentirebbe molti richiami. Il cuore potrebbe dire ad un’intera civiltà “Non sei stata reale” oppure “Non sei stata leale”. Insomma, il cuore andrebbe dai bambini, dalla loro incompiutezza e di lì chiederebbe parola nel più grande consesso dei potenti per dire “Signori, abbiate un minimo di decenza! Ritiratevi! Non c’è posto per voi nel cuore del mondo! Gli orologi vi hanno abbandonato! Voi non esistete!”.
Perché ciò che esiste è il cuore del mondo, che parla dentro di noi, ma davanti ai potenti ride troppo forte, non ce la fa a sopportarli, pensa solo al momento più opportuno per annientali. Perché il suo mandato è distruggerli solo a condizione che questo avvenga nell’istante in cui più forte è il loro delirio di onnipotenza. Il cuore del mondo vuole il loro scalpo. Non si accontenta delle mezze misure.
La tartaruga, la mucca che bruca, la lumaca, il pastore con il suo gregge, il filologo in mezzo ai codici……
























