Si chiama Irene Regini, ha ventisei anni è di professione fa la “magistra”. La ragazza milanese, infatti, non è una semplice maestra, è una youtuber che, per lavoro e passione, insegna il latino attraverso corsi online, su di un canale di nome “Satura lanx”. Attualmente di cattedra in Belgio, Irene tiene lezioni su internet per chiunque voglia imparare la lingua degli antichi romani:

Ciao, Irene. Da dove nasce l’idea, quasi ossimorica per una giovane insegnante come te, di sfruttare la tecnologia moderna per tramandare i dettami e le regole di una lingua antica, quale il latino?

Il merito dell’idea non è mio; mi sono soltanto inserita in una tendenza che, negli ultimi anni, ha visto nascere sul web tanti luoghi di divulgazione, comunicazione e incontro legati alla lingua latina. Da tempo vengono organizzati in tutto il mondo alcuni eventi (perlopiù scuole estive, o septimanae Latinae) che consentono a chi studia il latino ed abbia voglia di acquisire anche l’uso attivo della lingua di imparare e praticare il latino parlato. Con la diffusione di internet, i membri della comunità dei Latine loquentes hanno iniziato a creare dei luoghi virtuali di aggregazione (trovare qualcuno vicino a sé con cui parlare latino, infatti, non è sempre facile!). Chi il latino già lo conosceva bene, o lo insegnava, ha iniziato invece a divulgarlo: insegnanti e amatori americani, italiani e spagnoli hanno iniziato a pubblicare i loro podcast in latino, a twittare in latino, a creare chat virtuali per esercitarsi a parlarlo. Io ho seguito quest’onda, iniziando con un podcast ed allargandomi poi su YouTube. La tecnologia non è in contraddizione con la trasmissione della cultura: può nuocerle o mettersi al suo servizio, a seconda di come noi scegliamo di usarla.

Perchè hai scelto dare al tuo canale youtube la denominazione di “Satura lanx”?

Satura lanx era il vassoio, colmo di primizie, che veniva offerto come sacrificio agli dei. Già nell’antichità, il termine satura è passato metaforicamente ad indicare il genere letterario della satira, che si caratterizzava per l’estrema varietà dei contenuti e dei toni. Con la mia attività online vorrei offrire a chi si avvicina allo studio del latino un piatto colmo di delizie, dal quale possano attingere a piacimento. Anche il mio vassoio, come quello degli antichi, è misto, perché mi piace spaziare ed offrire contenuti variegati, come variegata – del resto – è stata la produzione in latino nei secoli: dal latino classico a quello umanistico, dalla poesia ai trattati scientifici, dalla Bibbia a Galileo.

Credi che il latino attecchisca ancora sui mille interessi delle nuove generazioni, o che il vade retro dei più piccoli sia solo il frutto di un mero fumus persecutionis?

Certo non tutti devono e possono amare il latino, come del resto non tutti possiamo appassionarci alla matematica, all’economia o alla filosofia. Credo però che questa lingua, con tutta la ricchezza letteraria che porta con sé, abbia ancora il potenziale di toccare e appassionare persone di tutte le età, compresi i giovani. Questo, però, a patto che gli insegnanti siano competenti, appassionati e in grado di trasmettere la loro passione agli studenti. La pratica di un insegnamento scolastico spesso noioso, pedante e sterile, l’immagine di un latino che ha come unica utilità quella di “allenare la mente”, la versione in classe presentata come un esercizio enigmistico che dev’essere necessariamente difficile per essere efficace, tutto questo rischia di disamorare anche lo studente più entusiasta. Bisognerebbe smettere di cercare una giustificazione esterna per tutti gli insegnamenti che vengono trasmessi a scuola (la spendibilità nel mondo del lavoro, l’utiltà pratica, lo sviluppo di competenze), e invece riconoscere che il latino ha un’utilità intrinseca: oltre ad essere una bella lingua, è l’unica chiave d’accesso che ci rimane ad una quantità sterminata di testi, letterari e non, che possono ancora colpirci per la loro bellezza, il loro valore storico e la loro profondità di contenuti.

Vexata quaestio: ciò che viene imputato alle lingue antiche è, soprattutto, la loro effettiva inutilizzabilità nella vita di tutti i giorni. Redde rationem, quali vantaggi si possono trarre dallo studio di una grammatica così anacronistica?

Ho già parzialmente risposto a questa domanda: il latino è utile, in quanto è una lingua, e come ogni lingua serve a comunicare. La particolarità del latino rispetto alle lingue cosiddette “vive” è che non solo ci permette di comunicare e stringere legami con chi lo parla al giorno d’oggi (e non sono pochi quelli che lo fanno!), ma ci permette di entrare in dialogo con gli antichi e di dare profondità alla nostra lingua, alla nostra storia e alla nostra cultura. Aggiungo, inoltre, che il latino ci circonda ancora quotidianamente, anche se spesso non ce ne accorgiamo: iscrizioni latine si trovano in ogni angolo delle nostre belle città italiane, per esempio, ed è un peccato non saperle leggere.

Scorrendo, ad libitum, la lista dei video che hai caricato, si nota perfettamente la tua abilità di interfacciarti con lo studente/spettatore attraverso un latino parlato correntemente e fluentemente, al pari, si parva licet, dei più importanti oratori che furono. Cosa differenzia questo metodo di insegnamento (applicato, probabilmente, solo davanti ad una webcam) da quelli più tradizionali?

Insegnare il latino attraverso l’uso attivo non è niente di innovativo, ed anzi è questo il metodo più “tradizionale”: lo facevano già gli umanisti, e il latino ha continuato ad essere in Europa la lingua della cultura fino al XIX secolo. Molti insegnanti in tutto il mondo, e ancora pochi (purtroppo!) in Italia decidono oggi di affiancare allo studio della grammatica la pratica attiva della lingua; è ormai provato dalle ricerche in glottodidattica che questo, nelle sue varie declinazioni (in Italia è perlopiù conosciuto il metodo induttivo-contestuale, sviluppato per il latino dal professore danese Hans Ørberg) è il metodo più naturale ed efficace per apprendere qualunque lingua, e il latino non fa eccezione. Invece di partire dalle regole grammaticali ed arrivare, con fatica e con l’indispensabile aiuto del dizionario, a tradurre qualche frase latina, con questo metodo lo studente è invitato fin da subito a partire dal testo scritto e ad imparare centinaia di vocaboli; la sistematizzazione grammaticale è utile e necessaria, ma avviene soltanto in un secondo momento. Soprattutto, il fine ultimo è quello di arrivare a leggere e comprendere i testi latini, come facciamo con qualunque testo scritto in una lingua moderna, senza dover continuamente ricorrere al vocabolario ed alla traduzione.

Progetti futuri?

Sto preparando un videocorso di latino interamente in latino, acquistabile online e destinato a chiunque voglia imparare questa lingua e riuscire a leggere i testi classici (e non solo) nella loro forma originale. Oltre a questo, vorrei continuare a vivere la mia vita come un’occasione continua di imparare, sperimentare ed eventualmente insegnare cose nuove.


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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

1 COMMENTO

  1. Grazie Miky per la tua intervista a Irene Regini. Personalmente nel passato ho cercato di apprendere ed insegnare il latino in maniera diversa, facendo riferimento all’autore danese di cui parla la collega Sono quindi convinto che tutti gli insegnanti e alunni ne potrebbero trarre innegabili benefici.
    Un analogo discorso va fatto anche per la lingua greca. Da anni, infatti, sono in commercio libri e attive istituzioni che percorrono un itinerario alternativo a quello consueto, disamorante.

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