“Chi va contro la misericordia, soprattutto per i minori non accompagnati, nel Vangelo viene gettato in mare con una macina al collo”

Molto dure e chiare le parole di Papa Francesco all’intera comunità Ecclesiale, ma non solo, in occasione della consegna del messaggio per la prossima Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato che sarà celebrata il prossimo 15 gennaio 2017.

“Chi va contro la misericordia, soprattutto per i minori non accompagnati, nel Vangelo viene gettato in mare con una macina al collo”.

Semplice come una colomba e forte come un’aquila, il Papa è tornato ancora una volta a parlare di accoglienza dello straniero e lo fa con toni ancora più scuotenti del suo solito stile che, comunque, sta segnando il passo su un tema tanto delicato quanto urgente, ovvero la condizione di estrema vulnerabilità di milioni di persone in fuga dal proprio Paese. “Essere cristiano e cacciare via un affamato, un rifugiato, è da ipocriti…Tutti i giorni, nei giornali e nei telegiornali, si sente parlare di chi vuole difendere il Cristianesimo in Occidente e va contro i rifugiati e le altre religioni: questa è una malattia, anzi un peccato”.

Parole dure, che fotografano una condizione in cui l’umanità, volentieri, lascia il passo a indifferenza ed egoismo brutali, perché non tengono conto di chi si ha di fronte, del fatto che in quelle stesse condizioni ci si potrebbe trovare chiunque, un giorno o l’altro nella vita.

“È ipocrisia cacciare via un rifugiato. Se mi dico cristiano e caccio un rifugiato, io sono ipocrita”. Così Papa Francesco torna a scudisciare i cristiani e l’intero Occidente: “Sono ipocriti tutti quelli che vogliono difendere il cristianesimo e sono contro i rifugiati e le altre religioni. Il peccato che Gesù condanna di più è l’ipocrisia non si può essere cristiano senza vivere come cristiano, senza praticare le beatitudini quello che Gesù ci insegna il Vangelo”.

Nel messaggio per la 103ª Giornata Mondiale per i rifugiati, che ha per tema: “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”, il Papa, senza tentennamenti, attacca: “…la corsa sfrenata verso guadagni rapidi e facili comporta anche lo sviluppo di aberranti piaghe come il traffico di bambini, lo sfruttamento e l’abuso di minori”.

Il capo della Cristianità cita le parole più dure del Vangelo: “Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare”. Partendo da questa affermazione evangelica il Papa si pone una domanda: “Come non pensare a questo severo monito considerando lo sfruttamento esercitato da gente senza scrupoli a danno di tante bambine e tanti bambini avviati alla prostituzione o presi nel giro della pornografia, resi schiavi del lavoro minorile o arruolati come soldati, coinvolti in traffici di droga e altre forme di delinquenza, forzati alla fuga da conflitti e persecuzioni, col rischio di ritrovarsi soli e abbandonati?”.

Con sofferenza e preoccupazione, rileva che: “I minori migranti finiscono facilmente nei livelli più bassi del degrado umano, dove illegalità e violenza bruciano in una fiammata il futuro di troppi innocenti, mentre la rete dell’abuso dei minori è dura da spezzare”.

Ricorda Papa Francesco: “Pur senza misconoscere le problematiche e, spesso, i drammi e le tragedie delle migrazioni, come pure le difficoltà connesse all’accoglienza dignitosa di queste persone, la Chiesa incoraggia a riconoscere il disegno di Dio anche in questo fenomeno, con la certezza che nessuno è straniero nella comunità cristiana, che abbraccia ogni nazione, razza, popolo e lingua. Ognuno è prezioso, le persone sono più importanti delle cose e il valore di ogni istituzione si misura sul modo in cui tratta la vita e la dignità dell’essere umano, soprattutto in condizioni di vulnerabilità, come nel caso dei minori migranti”.

Il cristiano che inveisce contro lo straniero non può essere e dirsi cristiano perché è fuori dalla logica evangelica: «“Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ero forestiero e non mi avete ospitato” – “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o forestiero e non ti abbiamo assistito?” – “In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me”» (Mt 25,41-45).

Gli ipocriti non conversano, chiacchierano. Non lodano, incensano. Non aspirano, smaniano. Non chiedono, pretendono. Le persone ipocrite hanno un cuore arso e arido, ignorano la bellezza e la grandezza dell’uomo, non sanno amare. Gli ipocriti sono perbenisti perché più che la verità, amano se stessi, “e così cercano di ingannare, di coinvolgere l’altro nella loro menzogna, nella loro bugia. Loro hanno il cuore bugiardo, non possono dire la verità” (Francesco).

I Cristiani ipocriti dimenticano che ogni essere vivente va accolto, tutelato, amato e rispettato perché l’uomo, secondo il loro credo, è stato creato a immagine e somiglianza di Dio.


Fontehttps://flic.kr/p/7KhfDz
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Geremia Acri
So che tutto ha un senso. Nulla succede per caso. Tutto è dono. L'umanità è meravigliosa ne sono profondamente innamorato. Ciò che mi spaventa e mi scandalizza, non è la debolezza umana, i suoi limiti o i suoi peccati, ma la disumanità. Quando l'essere umano diventa disumano non è capace di provare pietà, compassione, condivisione, solidarietà.... diventa indifferente e l'indifferenza è un mostro che annienta tutto e tutti. Sono solo un uomo preso tra gli uomini, un sacerdote. Cerco di vivere per ridare dignità e giustizia a me stesso e ai miei fratelli, non importa quale sia il colore della loro pelle, la loro fede, la loro cultura. Credo fortemente che non si dia pace senza giustizia, ma anche che non c'è verità se non nell'amore: ed è questa la mia speranza.

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