
Caro Direttore,
scrivo a te queste parole, questo pensiero, come lo se stessi rappresentando a tanti, tu rappresenti un pensiero esteso.
Buona lettura.
La dignità.
Essere dignitosi, avere le dignità è quel qualcosa per cui siamo al mondo, è quel qualcosa per cui dirsi: io sono degno di te, io esisto grazie a te.
È veramente una cosa importante. Se paragonato alla matematica, è come un postulato, cioè è quel qualcosa per cui esiste ciò che esiste e così è. Ad esempio, per la matematica un punto è la porzione più piccola dello spazio, del piano…, ecco “io sono degno di te” è un postulato, esiste, ma non sappiamo dire perché, e dunque è un qualcosa veramente per cui siamo al mondo.
Voi immaginate per un attimo di elevarvi al cielo e magari anche di paragonarvi a Dio stesso. Siete come la statua del pensatore, seduti con in mano una sfera, una quasi sfera, una piccola e fragile sfera, altro non è, e immaginate di vedere una marmaglia di persone che la abitino, gli uni che rincorrono gli altri e la prima cosa che pensereste, se foste Dio, è che uno debba dire grazie all’altro.
È un po’ come guardare un alveare: un’ape devi dire grazie all’altra, così è, è un postulato, è un comandamento, è forse un comandamento che neppure ci appartiene, appartiene a Dio. È Dio che deve dire che gli esseri umani devono esseri grati l’uno all’altro, proprio come noi potremmo dire che le api sono grate l’una all’altra, sono degne, hanno la dignità.
Vedete, la dignità forse non ci appartiene, di sicuro chi non la ha, non è per volontà di essere malvagio. La dignità non è un qualcosa che puoi decidere di avere o non avere, è come il cuore che batte, è un muscolo autonomo, involontario, che non ha la volontà, non puoi decidere tu di farlo battere oppure no.
È questa la dignità: esistere grazie al nostro vicino di casa, chiunque esso sia.
Perché penso a questo? Perché vorrei che ognuno di noi possa fare un brindisi all’anno nuovo e, come quando si sta a messa e ci si scambia il gesto di pace dicendo “la pace sia con te”, vorrei che ognuno, guardando l’altro negli occhi, possa dire: “Io esisto grazie a te, sono degno di te”.
Un grande abbraccio
V.R.

























