Titolare in serie D passando da Fidelis e Bari

Ciao Luca. Come stai affrontando l’esperienza della titolarità in Serie D?

È un’esperienza a cui tengo molto, mi impegno tutti i giorni dando il 100 % in ogni allenamento per poi arrivare alla domenica a posto con me stesso.

Hai condiviso lo spogliatoio con campioni del calibro di Brienza e Di Cesare. Cosa hai imparato dalla loro professionalità?

Sì, oltre a loro c’era tanta gente che ha giocato in serie A e B e sicuramente una delle tante cose che ho imparato è che l’allenamento non è solo quell’ora e mezza, ma c’è anche tanto altro duro lavoro dietro che la gente non vede; per esempio, alcune persone erano sistematicamente le prime ad arrivare al campo e le ultime ad uscire dagli spogliatoi.

Da Andria a Bari e ora il prestito all’Union San Giorgio-Sedico. Dalla provincia di Belluno che margini di crescita intravedi per il calcio pugliese?

Il girone pugliese, ovvero il girone H, è uno dei più duri se non il più duro di tutta Italia, per me è come se fosse una serie C, basti vedere le squadre che ci sono e gli organici di ognuna.

La gestione De Laurentiis riporterà entusiasmo allo stadio San Nicola?

Sicuramente dal loro arrivo una buona parte dell’entusiasmo è stato già riportato; infatti, già in serie D c’erano quasi sempre 10000 persone ad ogni partita poi è normale che l’appetito viene mangiando quindi speriamo di rivedere il Bari dove merita di stare perché la piazza e la tifoseria lo merita.

Augurandoti una carriera lunghissima, immagineresti un finale, in grande stile, alla Fidelis?

Beh, questa è una domanda alla quale si risponde spontaneamente, vestire la maglia della Fidelis sarebbe una cosa bellissima ed emozionante, se immagino di giocare nella mia città mi viene quasi la pelle d’oca e sarebbe molto stimolante.


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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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