Il genitore più accorto, tuttavia, potrà approfittare della situazione per sedere vicino ai pargoli e studiare rudimenti di una lingua della quale conosce poco

Il servizio pubblico talvolta fa il servizio pubblico. È il caso dell’insegnamento-apprendimento dell’inglese ai più piccoli. Ritornando ai fasti di “Non è mai troppo tardi”, i canali tematici Rai, pur comprando format prodotti all’estero, propongono serie televisive divertenti, ma soprattutto formative. E chissà se, portandosi avanti con il lavoro, i nostri bambini riusciranno a raggiungere i tanto agognati traguardi formativi delle competenze comunicative in lingua straniera. Uno degli atavici talloni d’Achille del nostro Paese, recentemente stigmatizzato dall’Invalsi. L’offerta televisiva su Rai Yoyo e Rai Play e sulle private Cartoonito e Freesbe è molto ricca e permette ai genitori di intercettare buone opportunità per consentire ai propri figli di acquisire precocemente lessico, ritmo e intonazione dell’idioma britannico.

Un investimento a lungo termine, che precede l’istruzione formale di nidi o scuole dell’infanzia bilingue, progetti scolastici nei gradi inferiori e le tanto ricercate certificazioni universitarie o delle secondarie superiori, servite nelle varie salse Trinity, Cambridge, Ielts per condire la formazione internazionale delle future generazioni. Il genitore più accorto, tuttavia, potrà approfittare della situazione per sedere vicino ai pargoli e studiare rudimenti di una lingua della quale conosce poco. Questa buona azione potrebbe, se agita con perseveranza, porre le basi persino per il conseguimento di una certificazione B2. Accanto a cartoni animati in lingua italiana con inserimento di qualche parola o espressione idiomatica anglofona (un esempio è Manny Tuttofare, versione Fresbee del più noto Bob l’Aggiustatutto), vi è la proposta di Disney English, format importato anche dalla Rai. In questa serie televisiva, vi sono scenette (telefilm o situation commedy mi sembrano termini esagerati), nelle quali gli attori recitano integralmente in lingua inglese, focalizzando l’attenzione su alcuni termini scelti in base al tema di ciascuna puntata. Nel mezzo, un cartone animato tradotto (La casa di Topolino o La dottoressa Pelouche), ma con fermi immagine per sottolineare vocaboli, ripetuti due volte, sempre in tema con l’intero episodio trasmesso.

Per i più temerari vi sono le vicende dei più famosi cartoni animati, completamente in lingua originale. Si tratta della sfida più affascinante, lanciata da un servizio pubblico, che si propone in versione internazionale e innovativa. Se è vero, infatti, che, per una volta, si deve fare a meno delle quotatissime scuole di doppiaggio nostrane dei vari Amendola, Izzo, Ward o Pannofino, bisogna sottolineare che viene tolta agli spettatori la tentazione di abbandonarsi alla pigrizia mentale dell’ascolto di impeccabili calde voci recitanti. Come dimenticare i leggendari Rocky, Rambo, mr Robinson di Ferruccio Amendola o l’epico “al mio cenno scatenate l’inferno” di Ward/Crowe? Rai Yoyo, invece, propone l’ascolto integrale (a partire dalla sigla) della versione in inglese dei Pj masks. Interessante il metodo utilizzato con la “diseducativa” Peppa Pig: un episodio in lingua italiana e, a seguire, due in lingua inglese. Stile listening. That’s it.

Il capolavoro pedagogico è Let’s go Pocoyo . Lo spin-off della serie animata prescolare in 3 D è una produzione statunitense, britannico, spagnola, il cui marchio registrato da Zinckia , società produttrice di audiovisivi, fondata in Spagna nel 2001 da David Cantolla, Colman Lopez e Josè Maria Castillo e la sua puntata pilota risalgono al 2003. La serie è approvata dal British Council. Si afferma in Tv dal 2009. Lo si trova anche su Netflix . I personaggi comunicano in inglese e una voce recitante in italiano guida protagonisti e spettatori alla scoperta di nuove esperienze. Pocoyo è un bambino spinto a conoscere il mondo grazie alla sua curiosità. In questo apprendimento per scoperta sono coinvolti i suoi amici, tutti animali: il papero giallo Pato, l’elefantina rosa Elly e l’uccellino Ronfottino. Alcune rubriche vengono randomizzate nella successione degli episodi della serie, intervallando la storia principale con brevi digressioni, per rendere variegate le strategie didattiche di insegnamento-apprendimento.

Navigare con Elly, Wheel of Colors, Un momento calmo con Sleepy bird (ronfotto), Professor Pato, Fred says, The Martian Brothers Show, Animals dot to dot, Shape shuffle, Menù numerico e Pocoyo’s fairytales costituiscono momenti di sano divertimento. Si ride e si apprende. Cresce la conoscenza della lingua straniera, ma si acquisiscono altre competenze (matematica e geometria incluse). La solidità dell’impianto è certificata. Pocoyo vince il “Pulcinella Awards” del Festival Cartoons on the bay 2006 come migliore serie TV per bambini e miglior programma europeo, e con il Cristal Award per la migliore produzione Tv al 30° Festival Internazionale di Annecy . Tutti gli episodi hanno una costante: la conclusione musicale. Si sa che per imparare bene l’inglese, bisogna cantare. E allora: let’s sing. Grazie mamma Rai!


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Michele Casiero
Una grande quantità di amore ed entusiasmo traboccanti da un piccolo contenitore bucato dalla fragilità e dalle ammaccature dell’esistenza. Poche pennellate per descrivermi. Mi definisco un mediano, che sta in mezzo al campo “a recuperar palloni … con dei compiti precisi”, consapevole che è più bello lavorare per la squadra e che dopo “anni di fatiche e botte vinci casomai i Mondiali”. Insegno filosofia e storia al Liceo “F. de Sanctis” di Trani e ho collaborato con l’Issr “San Nicola il Pellegrino” di Trani come docente incaricato di Filosofia rosminiana e Filosofia della religione. So cosa vuol dire viaggiare, gustando i paesaggi e temendo le avverse condizioni meteo. L’esperienza più bella è la paternità: il dono di rinascere per accompagnare una vita che mi è stata affidata, rivedendo il mondo con gli occhi di un bambino.

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