Ospite d’onore alla Festival della Disperazione

La V Edizione del Festival della Disperazione vede, tra i molti ospiti, la presenza di una personalità di spicco, un professore sui generis, una figura che, in tempi di discorsi impregnati di laicità, non lascerà sicuramente indifferenti gli spettatori che lunedì 26 luglio, dalle 20, affolleranno il Seminario Vescovile.

Teologo e docente universitario con cattedre a Padova e Milano, Vito Mancuso farà disperare la platea parlando “A proposito del senso della vita” (Garzanti Editori), il suo ultimo libro, un saggio che punta i riflettori sulla litote interiore del nostro sentirci. Non sappiamo esattamente chi siamo ma conosciamo, esattamente, ciò che desideriamo. Ricchezza, potere e controllo edonistico rendono la nostra esistenza un meltin’ pot di esperienze autodistruttive, la continua ricerca competitiva di uno sparring partner all’altezza della vacua stima che abbiamo di noi stessi.

È la Sindrome del Palio di Siena, essere qualcuno solo mettendo i bastoni fra le ruote agli altri, realizzarsi esclusivamente attraverso la negazione del prossimo perdendo, così, di vista ab imis la semplicità primordiale che ci identifica come esseri umani.

Dobbiamo, pertanto, imboccare ex novo una strada che conduca alla salvezza, è la risalita a piccoli passi, step by step, la consapevolezza che non sia la solitudine a determinarci, ma l’interazione, le “relazioni sussistenti” che Tommaso D’Aquino attribuiva all’Amore, quello agapico, la più sublime connessione fra Uomo e Dio. Il progresso del Mondo non va di pari passo al Logos divino, l’azione di Dio è assoluta, immutabile, a cambiare è la nostra visione delle cose, la natura naturans che Spinoza spiega come attività generatrice di un cosmo che riproduce se stesso in continuazione verso la più perfetta forma possibile.

Il senso della vita, secondo Mancuso, consiste nell’anelare all’autenticità, alla dignità di essere liberi, liberi di scegliere, di sbagliare, di gioire e, perché no, liberi di disperarsi!


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