di Sara Yalda

La protagonista fa ritorno nel suo paese natale, l’Iran, dopo 27 anni. Sono tante, troppe le riserve che sino a quel momento ha dovuto combattere per liberarsi dai fantasmi del proprio passato costellato da solitudini e mancanze importanti quanto possono essere quelle familiari.  

Con gli occhi da “straniera”, perché ormai cittadina francese, cerca di carpire la particolarità di una terra a lei estranea ma che diventerà nonostante tutto “casa” grazie ai richiami che solo il cuore e gli affetti ritrovati sono capaci di suscitare. 

I momenti di riscoperta del proprio “io” legato all’infanzia le permetteranno di guardare con gli occhi da adulta la realtà familiare e di interpretarla in modo meno severo e con maggiore tenerezza. A questi momenti si aggiungono quelli in cui Sara scopre quanto l’Iran non sia più lo stesso paese del post rivoluzione. Adesso appare un Paese pieno di contraddizioni dalla superficie palesemente rassegnata ai precetti fondamentalisti per poi rivelarsi profondamente trasgressivo nei costumi e nelle abitudini. La trasgressione passa attraverso la descrizione di donne iraniane coraggiose, forti, intelligenti. Hanno imparato a calibrare il rispetto per i divieti imposti con il rispetto per se stesse riuscendo a trovare il modo di affrontare la vita con serena e temeraria caparbietà. 

In questa autobiografia viene fuori la descrizione di un Paese che nella sua “schizofrenia”, termine usato dall’autrice, racconta “la vita nascosta, nata dall’abitudine della doppiezza, della dissimulazione, ma anche quel mondo così intenso che cresce nell’immaginario degli iraniani, quell’altrove invalicabile alimentato dalla poesia”. 

Un Iran tutto da scoprire al di là di stereotipi troppo abusati per lasciarsi permeare dalla magia di una terra tutta da percepire. 


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Mi chiamo Monica Fornelli e scrivo sin da piccolina. Sono una docente di francese appassionata di somatopsichica; lo stare bene per me è essenziale per cui da sempre scrivo per “ricrearmi” un mondo ideale in cui tuffarmi e potermi riequilibrare abbracciando me stessa e al contempo abbracciare virtualmente chi vorrà leggermi. Ho partecipato a vari concorsi nazionali e internazionali tra cui “Il Papavero d’Oro“, “Levante” indetto dalla rivista Radar Sei, “On the air”, “Nino Palumbo”, ottenendo vari riconoscimenti e menzioni in giornali locali come “la Gazzetta del Mezzogiorno“ e “Meridiano Sud”. Alcune mie poesie sono presenti in antologie quali “Fiori Amori” e “Le stagioni” ed. Barbieri; “Parole senza peso” ed. Writers, “Nitriti al vento“ ed. La Conca, “Il Federiciano” ed. Aletti. Nel 2011 è uscita la mia prima raccolta dal titolo “I colori della vita” (ed. Albatros) presentata anche alla fiera del libro di Torino.