Madre Morte partorisce e fa venire alla Luce

Accanto all’immagine di Sorella Morte, donataci dall’immenso Francesco, poverello unico ed inarrivabile nella conformazione a Cristo, mi piace associare l’immagine di Madre. Nel mio paese nativo, Canosa di Puglia, vi sono molti ipogei. L’ipogeo, che letteralmente significa sottoterra, è una tomba antica risalente all’epoca dauna. La cosa che colpisce è la forma dell’ipogeo, poiché sembrerebbe richiamare il grembo materno, vista la sua forma ovale. Il defunto veniva messo in questa stanza, in posizione fetale, quasi a simulare la sua presenza, all’interno del grembo materno, per poter nascere a nuova vita.

Nell’architettura cristiana l’elemento materno è, sostanzialmente, molto più importante. È infatti presente in tantissime chiese antiche, la cupola poiché, non a caso, la sua forma richiama la pancia di una donna incinta. Ciò indica, architettonicamente, la fecondità dello Spirito e la maternità della chiesa. La cripta, invece, indica l’utero materno; per questo lì venivano messi i defunti, a sottolineare la nuova nascita attraverso la fede nella resurrezione. Colpisce il fatto che i cristiani, credendo nella resurrezione dei corpi, concepiscono il giorno della morte in maniera nuova. Il giorno della morte, per un cristiano, diviene “il giorno della nascita” dei suoi figli (il dies natalis).

Quando si celebra la memoria liturgica di un santo, in quanto figlio della Chiesa, si celebra il “dies natalis”, che corrisponde al giorno della sua morte. La vita dell’uomo, nella sua componente spirituale, è immortale e, anche la carne, nella redenzione, è partecipata alla vita nuova, inaugurata da Cristo. La morte, spiritualmente, è una transumanza. Si passa da un terreno carnale ad uno spirituale, dalla dimensione della corruzione alla redenzione. Quando nasce un bambino si dice che viene alla luce. La Madre Morte è una mamma che fa venire alla Luce, non la luce creata che, come ogni altra, si dissolverà. La Luce partorita da Nostra Madre Morte sarà increata, la Luce che ha già vinto la morte, una volta per sempre, la Luce che è il Risorto, nella quale tutti saremo avvolti. Possa Madre Morte farci attingere al suo seno freddo, per nutrici del caldo latte della Luce vera, quella che non conosce tramonto.

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Salvatore Sciannamea
Sacerdote della diocesi di Andria, attualmente sono fidei donum in Valle d’Aosta, ho conseguito la Licenza in Antropologia Teologica presso la Facoltà Teologica Pugliese “Regina Apuliae” di Molfetta. Autore di numerosi libri presso le Edizioni Sant’Antonio; collaboratore della Rivista Trimestrale di Teologia e Spiritualità “Jesus Caritas - Famiglia Carlo de Foucauld” e curatore della rubrica “Ripensare tra bellezza e verità” sul sito del mio paese d’origine: Canosaweb.it. Ogni martedì, pubblico sul mio canale youtube (https://www.youtube.com/channel/UCCgVJk1DCdYQhIeh9c6jmBQ) dei video-incontri di tipo culturale, spirituale e religioso, per riflettere ed interrogarsi sul senso della vita, sull'amicizia e la bontà.

1 COMMENTO

  1. Profonda riflessione, in un’epoca in cui la teoria della reincarnazione, veicolata dalle filosofie orientali, che tanto affascinano molti cristiani, impregna la nostra società. Musica, yoga, tecniche di rilassamento, massaggi e persino sciocche canzonette si insinuano nelle nostre fragili menti, dal pensiero debole e dalla volontà fiacca.
    Grazie per questa riflessione su “Sorella Nostra Morte Corporale, dalla quale nessun che vive può scappare”. È un buon esercizio ricordarla….a debita distanza dal routinario 2 novembre.

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