Istituito a Roma nel 1947, il Premio Strega è un riconoscimento letterario assegnato all’autore di un libro uscito in Italia lungo l’arco di una stagione che va dal 1 marzo al 28 febbraio dell’anno successivo.

L’edizione del 2020 vede fra i finalisti sei personaggi in cerca d’amore (parafrasando Pirandello), sei totem del nostro Paese, quali Sandro Veronesi, Gianrico Carofiglio, Valeria Parrella, Gian Arturo Ferrari, Jonathan Bazzi e Daniele Mencarelli, a cui è andato il gradino più alto del podio nella “Categoria Giovani” con il suo “Tutto chiede salvezza”, best-seller dedicato agli ultimi, agli emarginati, ai reietti, ai relegati nei meandri di un trattamento sanitario obbligatorio, documento acclamato da una giuria di ragazzi di età compresa fra i 16 e i 18 anni.

Melania Mazzucco, presidente del Comitato organizzativo del Premio Strega, ha spiegato che la principale novità dell’ultima kermesse riguarda l’introduzione di un sesto concorrente, Jonathan Bazzi. Il suo “Febbre” (Fandango Libri) si aggiunge, così, alla solita cinquina sprovvista, almeno inizialmente, di un editore medio-piccolo, condicio sine qua non espressa da una clausola di salvaguardia del 2015. “Febbre” affronta la sieropositività di un omosessuale nella periferia milanese e la Cross Productions ne farà presto un film.

In diretta streaming con il Presidente della Camera, Roberto Fico, dal Tempio di Adriano a Roma, l’annuncio delle candidature è prodromico alla premiazione finale che avverrà il prossimo 2 luglio al Ninfeo di Villa Giulia, sede storica dal 1953.

Già celebrato nel 2006 con “Caos Calmo”, Sandro Veronesi presenta “Il Colibrì”, la storia di una vita che scende alle radici di episodi dolorosi. Il protagonista è Marco Carrera, un uomo che ha vissuto sulla propria pelle l’epoca dell’austerity e che intende salvare le nuove generazioni.

Ne ”La misura del tempo” di Carofiglio il dramma giudiziario incontra, grazie al pretoriano Guido Guerrieri, l’esegesi del romanzo di formazione.

Unica quota rosa è la Parrella che, con al polso un braccialetto giallo con la scritta “Verità per Giulio Regeni”, ci racconta in “Almarina” l’empatia relazionale fra due donne, Elisabetta, madre senza figli, professoressa di matematica nel carcere minorile di Nisida, e appunto Almarina, giovane ragazza rumena costretta a prostituirsi per sfuggire alle violenze domestiche.

Temutissimo per molti anni in Mondadori, Ferrari esordisce a 76 anni nella narrativa con “Ragazzo italiano”, opera pedagogica di matrice autobiografica, un mix di vicende reali e inventate che segna l’attesissimo ritorno di Feltrinelli allo Strega.

Come possiamo intenderci se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e il valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro?” (L. Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore)