Alberobello

Patrimonio UNESCO

Insieme a Castel del Monte, è il secondo sito pugliese inscritto nel patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO: parliamo dei trulli di Alberobello, una città unica al mondo.

I trulli sono delle case in locale pietra calcarea con il tetto conico. Le pietre sono incastrate tra loro a secco, secondo una antichissima e mirabile tecnica che i mastri trullari si tramandano di padre in figlio.

Il panorama dall’alto è di una bellezza mozzafiato: sembra una sfilata di “sospiri delle suore”, dei tipici dolci pugliesi ripieni di crema all’uovo e con la parte superiore a punta. Passeggiare per i trulli di Alberobello significa respirare il mistero, in un’atmosfera magica che è accentuata dai simboli esoterici e arcaici dipinti a calce sui coni dei trulli.

Ma Alberobello è una città viva e densamente abitata dai suoi cittadini che vi accoglieranno con la tipica ospitalità pugliese e che magari vi parleranno male del Governo di turno, sempre pronto ad aumentare le tasse.

A proposito: volete sapere l’origine dei trulli? È più attuale che mai e ha a che fare proprio con le tasse!

Si narra che in passato gli esattori reali avessero il compito di riscuotere una tassa prestabilita per ogni “tetto”: più case si avevano, più tetti c’erano, più salate erano le imposte. Allora gli abitanti di Alberobello escogitarono un sistema per un tetto che fosse facile da montare e smontare: quando arrivava l’esattore, il tetto veniva rimosso e la tassa glissata; una volta partito lo strozzino, il tetto veniva rimesso al suo posto e… tutti vivevano felici e contenti: come lo sarete voi dopo la vostra visita alla città dei trulli!


FontePhotocredits: Paolo Farina
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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

2 COMMENTI

  1. Le Hit le fate solo per un torna conto. Perché il Gargano non merita forse di essere tra le mete?
    Razzismo turistico!!!!

    • Gentile lettore, è la prima volta che mi danno del “razzista turistico”: sorrido. Le faccio notare che si parla di “dieci mete da non perdere”, peraltro non in ordine gerarchico, e che siamo solo alla quarta: cosa le fa pensare che il Gargano sarà tagliato fuori? Le confido che io sono nativo di Ostuni, la “città bianca”, una delle mete più apprezzata dai turisti in Puglia: eppure un articolo su Ostuni non è ancora uscito. Uscirà anche quello. Nel frattempo, le sarei grato se mi dimostrasse in cosa consista il “torna conto” di un lavoro che dura da quasi 10 anni e sempre “pro bono”. Cordiali saluti.

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