Andria, domenica 4 giugno, un’intera giornata dedicata al mondo del divertimento giovanile e non. A partire dalle ore 10 fino alle 22.30, infatti, presso il Centro Risorse in via Aldo Moro, l’Associazione Ulisse ha organizzato e allestito “GAME – La Fiera del Gioco”, il primo evento gratuito per appassionati di vecchie e nuove consolle di intrattenimento. Ne abbiamo parlato con Vito Ballarino, uno dei responsabili della manifestazione.

Com’è nata l’idea di organizzare una Fiera del Gioco?

Da anni con l’associazione Ulisse ci occupiamo di diffondere una delle nostre passioni: il gioco da tavolo e il gioco di ruolo. Siamo anche grandi appassionati di fumetti e di Tolkien e del mondo fantasy in generale. Andria ormai è una Provincia, ma non ha un evento dedicato al fumetto, al mondo del gioco che magari si ricolleghi anche alla storia della città permeata in ogni angolo dalla meravigliosa storia di Federico II di Svevia. Così abbiamo pensato di immaginare una fiera ex novo che fosse dedicata non solo ai ragazzi e bambini ma anche agli adulti e alle famiglie.

Il gioco, negli anni, si è evoluto passando da giochi di società ai videogames. Quali sono i vantaggi dell’innovazione ludico-tecnologica?

L’innovazione è sempre positiva. Il mondo dei videogames oggi consente di connettere tanti ragazzi permettendo socializzazione e conoscenza in eventi come il nostro. Ovviamente come in ogni cosa occorre non abusare dei mezzi a disposizione. Un mezzo, sia esso un videogioco, un cellulare, un social network non è mai pericoloso a prescindere. Lo diventa quando il suo uso è totalizzante e senza equilibrio. Il mondo dei videogames è molto interessante: si intrecciano maestranze e professionisti di altissimo livello come disegnatori, autori, sceneggiatori, game designer, programmatori. Sono tutte figure altamente professionalizzate e di grande spessore scientifico. Quindi è sbagliato sottovalutare questo mondo. Il mondo dei giochi si evolve di pari passo con le altre evoluzioni tecnologiche.

Durante la fiera ci sarà spazio anche per il fumetto. L’avvento del digitale rischia di allontanare le nuove generazioni dalla piacevole lettura di illustrazioni a colori?

Bella domanda: bisognerebbe chiederlo ai fumettisti che abbiamo coinvolto. Quando abbiamo parlato con alcuni di loro ci hanno spiegato che necessariamente non si può rinunciare alla tecnica manuale nel disegno. Non si prescinde dalla conoscenza del colore su carta e delle varie tecniche di disegno. Questo si coniuga necessariamente oggi con i programmi digitali, il mondo virtuale e i nuovi mezzi tecnologici. Sono pezzi dello stesso puzzle che devono necessariamente viaggiare insieme. Tutto parte da Leonardo Da Vinci con i suoi studi sull’anatomia ma ovviamente è necessario utilizzare i mezzi a disposizione che permettono di migliorare radicalmente il prodotto rendendolo anche più accessibile agli appassionati.

Al giorno d’oggi è possibile coniugare il mondo del fantasy alla sempre più dilagante cultura pop?

Il fantasy oggi è pop. Tutto oggi è mainstream: lo è ancora di più il mondo NERD. È la bellezza di questa epoca che viviamo e che inspiegabilmente tanti denigrano. Oggi sei libero di essere ciò che vuoi, senza limiti e confini perché tutto è talmente diffuso che sono state superate anche alcune vecchie classificazioni che molti di noi subivano quando erano adolescenti. Oggi i ragazzi hanno molti più stimoli, si connettono con tutto il mondo, leggono e guardano film in diverse lingue. Il mondo fantasy non può che trarne vantaggio trovando nuovi mezzi per diffondersi.

Quale messaggio lanciano i supereroi?

Che tutti noi abbiamo il dovere di renderci utili, che la volontà di ognuno vince ogni limitazione, che non bisogna mai arrendersi neanche nei momenti peggiori. Prendete Batman per esempio: è l’esempio pirandelliano per eccellenza. Bruce Wayne è realmente Bruce quando indossa la maschera e non quando se la toglie e veste i panni del miliardario di Gotham. Capite bene che tutto sta nella modalità in cui si affronta un tema. Il fumetto è un mezzo meraviglioso che dovrebbe essere riscoperto. I supereroi anche.

Chi sono i cosplay?

I cosplay sono gente con una creatività e manualità da paura. Ricostruiscono da zero abiti, armi, oggetti, gioielli appartenenti ai personaggi che più amano. Traggono spunto da fumetti, film, supereroi, personaggi della letteratura. Sono un meraviglioso fenomeno che diventa sempre più di massa. Attraverso il cosplay si impara molto: prima fra tutti la capacità di reinventarsi, di immaginarsi sempre sotto nuove vesti, di mantenere sempre viva la propria creatività condividendo con altri questa passione durante le fiere, le convention, i contest. Consiglio a tutti di passare domenica dalla Fiera per venire a scoprire chi sono e scattare qualche foto con loro.

Progetti futuri?

Speriamo di poter riproporre la fiera anche il prossimo anno. Vorremmo fosse ancora gratuita, ma suddivisa nel centro storico fra Piazza Catuma, la piazza della Cattedrale, il Chiostro San Francesco e il centro cittadino. Vorremmo che il GAME divenisse una fiera diffusa capace di coinvolgere scuole, negozi, attività commerciali, associazioni, famiglie, appassionati e bambini. Incrociamo le dita e speriamo bene.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.