
Si chiama Gabriele Inchingolo il ricercatore andriese, residente in Germania, che, lo scorso 14 settembre 2024, a Dublino, si è visto assegnare, dalla European School of Haematology, un prestigioso riconoscimento per la terapia CAR T cells, una delle innovazioni più rivoluzionarie nel trattamento del cancro, dimostratasi particolarmente efficace soprattutto nei tumori ematologici.
Ciao, Gabriele. Quanta soddisfazione c’è dietro il riconoscimento che ti è stato conferito, a Dublino, dalla European School of Haematology?
Ricevere un riscontro positivo da una comunità di esperti, che valuta e riconosce il valore delle tue idee e del tuo lavoro, è una soddisfazione immensa.
In cosa consiste, per sommi capi, lo studio della terapia CAR T cells sui pazienti affetti da leucemia?
La terapia CAR T cells è una delle innovazioni più rivoluzionarie nel trattamento del cancro, dimostratasi particolarmente efficace soprattutto nei tumori ematologici. In questo tipo di terapia si uniscono due tecnologie che, negli anni, hanno trasformato in maniera drastica la ricerca scientifica: la terapia cellulare e la terapia genica. Grazie alla terapia genica, è possibile “istruire” una specifica popolazione del sistema immunitario, i linfociti T, a riconoscere e colpire in modo specifico le cellule leucemiche, attraverso l’espressione sulla superficie del linfocita T stesso della molecola anti-tumorale CAR. La terapia cellulare, invece, consente di prelevare e isolare i linfociti T dal paziente stesso o un donatore, ingegnerizzarli con la molecola CAR e re-infonderli nel paziente. Si tratta sostanzialmente di dotare il paziente di un nuovo sistema immunitario potenziato e pronto a combattere il tumore.
Ci sono eventuali limitazioni all’efficacia di questa terapia?
La principale limitazione è la tossicità, poiché le CAR T cells possono iperattivarsi una volta infuse nel paziente e produrre molecole infiammatorie che possono causare complicazioni.
Un’altra sfida è la persistenza delle CAR T cells nel paziente dopo l’infusione, la maggior parte di esse dura al massimo un anno. Una volta scomparse, il paziente non avrà più un sistema immunitario competente in grado di controllare una possibile ricrescita tumorale, esponendolo al rischio di recidiva. Nel 2011, il mio supervisore in Germania, il professor Luca Gattinoni, ha scoperto nell’uomo una popolazione di linfociti T chiamati linfociti T staminali della memoria (TSCM), capaci di persistere in circolo per tutta la vita. Nel 2017, undici pazienti con leucemia sono stati trattati presso il National Institutes of Health in America con TSCM ingegnerizzate con la molecola CAR. Qui in Germania abbiamo dimostrato che le CAR-TSCM risultano essere di gran lunga più efficaci, meno tossiche e capaci di persistere più a lungo rispetto alle CAR T cells convenzionali attualmente utilizzate e approvate. Inoltre, i pazienti rispondevano a dosi significativamente inferiori.
Chi senti di ringraziare per il traguardo raggiunto?
Ovviamente, devo ringraziare tutta la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto nelle mie “folli” decisioni, e i miei amici, che mi fanno sentire come se non fossi mai andato via. Ma un ringraziamento speciale va a tutti i brillanti ricercatori che ho incontrato lungo il mio percorso, che mi hanno fornito gli strumenti indispensabili per continuare con la ricerca.
Progetti futuri?
Come la maggior parte degli italiani lontani dal nostro paese, specialmente chi è originario della Puglia, il sogno è sempre quello di tornare. Tuttavia, ci si scontra inevitabilmente con le difficili condizioni in cui i ricercatori italiani si trovano ad operare. All’estero, i ricercatori hanno la possibilità di progredire e lavorare con serenità, grazie a solidi finanziamenti. Il mio sogno sarebbe vedere centri di ricerca anche nella nostra città e non credo sia una follia. La mia esperienza mi ha permesso di incontrare ricercatori internazionali, ma anche brillanti menti provenienti dal Sud Italia. Per ora, mi godo il viaggio e la passione per la ricerca mi dà la forza di andare avanti, nonostante la distanza dalla mia terra.
























