Lo spettacolo, in scena il 6 e 7 settembre, a Palazzo Ducale, ad Andria

Il teatro a cui facciamo da spettatori ne “I Dialoghi degli Dei” di Massimiliano Civica e i Sacchi di Sabbia è incentrato su conversazioni sui generis, rimembrando tempi di una scuola ormai lontana, nozioni da ghermire col contagocce fra una risata e l’altra.
Due studenti, Carbone e Parrotto, una prof e tanta disuguaglianza. Carbone si becca un 2 appena proferisce parola, mentre Parrotto ha l’8 assicurato.

Le dinamiche della classe sfuggono al razionale aggiungendoci, però, un’intelligenza sottile che emerge dal nugolo di adolescenti in fieri. Nel calderone le storie mitologiche di Zeus, Era e Ganimede, questioni sociali dell’Olimpo attualizzabili nelle diatribe che, ogni giorno, siamo costretti a dirimere fra chi è pro e contro rispetto a temi quali unioni civili e utero in affitto (la nascita di Dioniso dalla coscia di Zeus).

Lo spettacolo, in scena il 6 e 7 settembre, a Palazzo Ducale, ad Andria, nell’ambito della 23esima edizione del Festival Castel dei Mondi, presenta un incedere comico e leggero, sketch e battute fanno da cornice ad un’ironia toscana del tutto dissacrante, un mix di mimica e vocalità che deflagra l’impostazione classica dell’istruzione come la intendevano i nostri genitori.

La marca attoriale di Massimiliano Civica ci conduce, in un’oretta scarsa di recitazione, nella classicità godereccia delle divinità. Buon gusto e spessore intellettivo fanno de “I Dialoghi degli Dei” un ottimo esercizio neuronale contro la banale pigrizia delle più ricorrenti sceneggiature.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.