C’era una volta in America o C’era una volta il West? Giù la testa o Nuovo Cinema Paradiso? La trilogia del Dollaro di Sergio Leone o Metti una Sera a Cena? Tra gli “Intoccabili” della Musica spicca, sul gradino più alto, il genio di Ennio Morricone, la cui sensibilità verrà omaggiata e accarezzata, per la seconda volta dalle dita sinuose e armoniche del maestro Federica Fornabaio, protagonista, mercoledì 1 settembre, dalle ore 19.30, del concerto al tramonto che si terrà sul piazzale antistante il Castel del Monte, in occasione della XXV Edizione del Festival Castel dei Mondi

Ciao, Federica. Un anno dopo, un anno ancora, Ennio Morricone…

È passato un anno, un anno difficilissimo per tutti, un anno in cui il dolce ricordo di quell’estatica alba sembrava tornare come un desiderio da ritrovare quanto prima. Ed eccoci qui, torniamo per tutti coloro che non hanno potuto esserci, per coloro che hanno desiderato fortemente replicare, e si, per noi musicisti che amiamo il lavoro, anzi la “missione”, che svolgiamo.

Dall’alba al tramonto: la magia di Morricone crea antipodi emozionali nelle coscienze di ognuno. Ma è possibile far coesistere su un pentagramma nostalgia e speranza?

La musica di Morricone è un coacervo di stati emozionali, ancor più perché si tratta di musica associata a delle storie che riguardano tutti, quindi complesse e anche antitetiche, storie che raccontano l’Uomo e una vita in cui si passa con facilità disarmante da nostalgia a speranza e viceversa, storie nelle quali ci si immerge mentre si viene avvolti dal velo delle note che le accompagnano, molto spesso senza neanche accorgercene. Ma quando la musica scritta con questo intento riesce a vivere, rimanendo emozionalmente forte, fuori dal contesto cinematografico, è lì che troviamo il CAPOLAVORO.

Personalmente tendo ad associare ogni nota del Maestro al frame di un kolossal di successo. Quanto influisce l’immagine visiva nell’arrangiamento di un brano?

I compositori “veri”, quelli vecchio stampo si direbbe ora, non hanno mai scritto su un film già montato. Hanno sempre “visto” la Musica all’interno dei testi dei copioni di quei lungometraggi. La sentivano già nel confronto con il regista al momento in cui il set era ancora un momento lontano nelle fasi di produzione. Musica perfetta per film perfetto nascono insieme, l’uno influenza l’altro in uno scambio continuo finché le due Arti si uniscono e possono solo confermare con gli occhi quello che già avevano prodotto con l’Immaginazione.

Per una compositrice come te è difficile restare originali, non traendo spunto da e non trovando punti di contatto con geni del calibro di Ennio Morricone?

A onor del vero non è facile per nessuno, da sempre! Non mi azzarderei mai a mettere a paragone, neanche per un’idea lontana, il mio umile operato con quello dei grandi, ma la Storia della Musica è piena di meravigliosi spunti presi dal Passato per rielaborare e creare nel Presente. Funziona così in tutti i campi dell’Arte, il processo sano della creazione parte dallo studio, passando per l’interiorizzazione di ciò che si è appreso per poi tirarlo fuori e plasmarlo con il sentire personale. Solo così con occhi nuovi si trasforma il Passato in Futuro. Senza il contatto col Passato non ci sarebbe Progresso.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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