Un fiore d’autunno buca la zolla
Nella dolcezza di un caldo mattino:
Sembra estasiato da quella radura
E drizza il capo di sopra lo stelo.

Riposa l’aratro sotto il palmento
La lama brilla di luce riflessa
Lungi dal solco custode dei semi
Messi a dimora nel seno d’argilla.

Vigila attento lo stormo di tordi
Sul millepiedi, che incede spossato
Verso la meta la’, sotto una gleba

Che lo ripara da brutte sorprese.
Ma per la vita non manca mai nulla:
È la Natura che vede e provvede…

Margherita di Savoia 28/09/25


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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.