L’integrazione, quella vera

Appena esco di casa, come tutte le mattine, mi si avvicina una signora che conosco che, sottecchi, mi sussurra: “Sai, anche io ho un amico disabile”.

Che la signora mi associasse ad un’altra persona solo per la disabilità, in fondo, non mi ha dato poi tanto fastidio, ci sono abituato.

Ma, successivamente, ha continuato: “Sai, per me è una persona come noi, all’inizio lo guardavo male, poi ho capito che era bravo. Mi è successa la stessa cosa con i marocchini, prima non li potevo vedere, oggi vedo che i bimbi neri giocano all’Oratorio della Trinità con i bimbi bianchi”.

L’integrazione, quella vera.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.