
L’integrazione, quella vera
Appena esco di casa, come tutte le mattine, mi si avvicina una signora che conosco che, sottecchi, mi sussurra: “Sai, anche io ho un amico disabile”.
Che la signora mi associasse ad un’altra persona solo per la disabilità, in fondo, non mi ha dato poi tanto fastidio, ci sono abituato.
Ma, successivamente, ha continuato: “Sai, per me è una persona come noi, all’inizio lo guardavo male, poi ho capito che era bravo. Mi è successa la stessa cosa con i marocchini, prima non li potevo vedere, oggi vedo che i bimbi neri giocano all’Oratorio della Trinità con i bimbi bianchi”.
L’integrazione, quella vera.


























