A tu per tu con Luca Ribatti, in arte Dorian Nox, dopo il suo “Da Giù”

Luca, dopo il recente successo di “Dormi” e del tuo primo Ep “Viaggio al centro della Testa”, è la volta di “Da Giù”. È un lavoro che segna una linea di continuità o discontinuità con la tua musica?

Innanzitutto, devo dire che anche “Dormi” mi ha dato delle belle soddisfazioni. È stato il mio primo vero inedito, il mio approdo su Spotify, insomma cose per me impensabili fino a poco tempo fa.

“Da Giù” in realtà è un pezzo in completa rottura con la mia musica. È un brano emerso dopo un lungo periodo difficile (di cui parlerò intensamente più in là), che solo ora ho trasmutato in una grande energia. Da lì è nata la voglia di scrivere un pezzo grintoso, irriverente ed ironico. È stato un esercizio di stile, nel quale mi sono divertito a raccontare un ragazzo del Sud, fiero delle sue origini.

I pezzi a seguire saranno molto diversi da questo.

A pensarci bene, però, mi piace variare così spesso che non so cosa effettivamente sia di rottura da cosa.

Il titolo “Da Giù” fa pensare a tante cose: più “Da giù” o più “Da su”? O la tua vita è su e giù?
Diciamo che a Milano sono quello che viene Da giù e ad Andria sono quello che viene Da su.
Attualmente la mia vita è più su che giù, ma presto tornerà giù definitivamente. Ho voluto dare una scossa prima di tornare, raccontando nel mio piccolo la nostra terra attraverso le immagini che accompagnano il brano. Credo ci siano troppe cose belle giù per abbandonarle. Per questo ho deciso di fare qualcosa.

L’ironia nasconde sempre un sorriso amaro: quanto fioretto e quanta sciabola c’è in “Da giù”?

Il singolo è volutamente ironico e spaccone. Nel Rap ci sono sempre stati i pezzi auto-celebrativi (o ego trip) e io mi sono divertito molto nello scrivere il mio. Spesso, se noti, puoi avvertire delle risate in sottofondo.
In realtà non ho un ego così grande, è solo un modo per presentarmi e dire “guarda che so come si fa”.

Sull’orgoglio di chi pisceresti oggi? Chi e cosa dovrebbe su-ca?

Sinceramente piscerei sull’orgoglio, in generale. Mi sto spogliando di molte di queste fesserie e l’orgoglio (almeno quello con accezione negativa) era una delle più fastidiose.

Il su-ca è un’espressione metricamente perfetta per quella rima. Semanticamente pure. Sembrava fatta apposta. Sia per forma che per significato.

C’è qualcuno che vorresti ringraziare in particolare per la realizzazione del video?

Vorrei assolutamente ringraziare Riccardo Moka per lo splendido video e MazzaKen del Kingz Studio per il beat e la registrazione del pezzo. Poi tutti gli splendidi amici che si sono prestati e messi in gioco nel video, la Gko crew, le bravissime ballerine e allieve di Annamaria Zingaro, il Bar Olimpia Coffehouse e Blw_up Vintage. Un grazie speciale alla mia meravigliosa famiglia.

Ed infine vorrei ringraziare anche il mio vecchio Prof. d’Italiano. Se oggi la scrittura è una delle mie più grandi passioni, lo devo anche a lui. Se lo vede me lo saluti, Direttore.

(Un colpo basso, quest’ultimo. Della serie: “Una lacrima sul viso…”. Sei mio alunno! Ndr).

Il video di Da Giù:


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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba.Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...