La risposta, in un cortometraggio di due minuti, Anna Mantzaris

Si chiama Anna Mantzaris, è svedese e vive a Londra. Regista e animatrice, la Mantzaris ha girato un cortometraggio di poco più di due minuti dal titolo “Enough”,  un filmato in stop-motion che supera il limite delle nostre pazienze, al culmine della tensione, la perdita di autocontrollo causata dalle frustrazioni che siamo costretti ad affrontare nella vita quotidiana.

Apparentemente comuni e tranquilli, i protagonisti di “Enough”, seppur disegnati con simpatici tratti caricaturali, manifestano atteggiamenti di insofferenza nei confronti delle più banali situazioni giornaliere. D’altronde a tutti è capitato di far tardi, di litigare con un collega o di far i conti con la cassiera maleducata di un supermarket.

Ma vi siete mai chiesti cosa accadrebbe se lasciassimo prevalere l’aspetto istintuale rispetto a quello razionale?

Le sequenze mostrateci da Anna Mantzaris ci invitano alla profonda riflessione su come le reazioni vengano gestite con difficoltà anche da persone pacate che poi, improvvisamente, si riscoprono impulsive, sbroccano, un riflesso pavloviano inasprito, il più delle volte, da gesti violenti come uno schiaffo al icino di autobus o un calcio al passeggino.

La rottura degli schemi, nella pellicola, viene raccontata da un’istrionica voglia di anarchia, ma le accezioni possono davvero toccare le più disparate sponde interpretative. Se è probabile, infatti, che reprimere ci esponga a malanni interiori con bile e fegato lacerati da rabbia, è altresì vero che sia piuttosto il timore delle conseguenze, sociali e penali, a fare da deterrente alle nostre ipotetiche malazioni.

Personalmente considero lo sketch finale il più emotivamente forte. Pensateci: la forma più alta di ribellione, spesso, è il non far nulla, un atavico lassismo che cattura, immagazzina e rielabora il dolore. Così ci si ritrova a stendersi sul marciapiede ad aspettare la prossima fermata, il prossimo segno, l’effimera felicità.

Dante la chiamerebbe accidia, il resto del mondo “spirito di sopravvivenza”!


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