Gli uomini sanno dunque trasformare esperienze di dolore in autentiche testimonianze

Vi è, apparentemente, una contraddizione enorme tra dolore e amore. Il dolore è fonte di sofferenza, l’amore di gioia. Il dolore lo si allontana e combatte, mentre l’amore lo si accoglie e lo si ricerca. Il dolore genera morte mentre l’amore vita. Sono innumerevoli gli esempi che vi possono addurre ma è altrettanto vero che tra dolore e amore, non di rado, vi è un profondissimo legame. Basti pensare alla scelta d’amore di avere un figlio. Generare una vita è un atto d’amore, frutto d’amore, ma il parto è un evento doloroso. Permettere ad un figlio di avere una vita autonoma, libera dalla casa d’origine, è amare la propria creatura ma, la partenza per altri lidi, genera sofferenza.

Un figlio che cresce e realizza sé stesso nella professione o in ambito affettivo è il raccolto di tanto amore donato, ma anche di dolore per la sua successiva assenza. Un dolore è sempre la mancanza di un bene che viene meno, nonostante il beneficio che vi si prova per un nuovo evento. Ma accanto a ciò esiste anche il dolore fisico, terribile, tremendo ed inaspettato. Si può toccare con mano quanto dolore passa dagli ospedali. Ogni dottore del corpo, della psiche e dello spirito, sperimenta l’altro come soggetto di dolore. Eppure, nonostante ciò, quanto amore si può sentire dall’accompagnamento umano e spirituale. Gli uomini sanno dunque trasformare esperienze di dolore in autentiche testimonianze d’amore. Vi è poi il caso di chi, per la felicità altrui, è pronto a subire in silenzio.

Vi sono religiosi che, per il voto di obbedienza, sono pronti ad abbracciare anche le decisioni più ingiuste nei loro confronti, per non venire meno alla loro scelta d’amore. Vi è poi chi è pronto a tutto, accettando tutto, purché si compia il bene a costo di enormi sofferenze e, a volte, anche a prezzo della vita. Nella tradizione cristiana, ad esempio, i santi sono persone d’amore disposte a non venire mai meno al bene sommo che è Dio. Vi sono poi i martiri che, per amore, sono fedeli fino al supremo sacrificio. Il martirio è dolore, ma è la radicale conseguenza dell’amore. Vi è tanto martirio nascosto, non di sangue, ma di testimonianza amorevole. Sono molti quelli pronti a pagare il prezzo della verità per una scelta d’amore. L’amore non fa rumore, ma trasforma la realtà e fa crescere.

Amare allora significa accettare la logica del seme pronto a crepare per donare frutti di vita nuova. I veri sacrifici hanno senso nell’amore, gli altri servono a ben poco e non lasciano nulla di veramente eterno. Chi ama sa soffrire, chi è pronto a soffrire sa amare. Amore vero è dunque umiltà radicale. Giustamente Sant’Agostino affermava che “È stato l’orgoglio che ha trasformato gli angeli in diavoli; è l’umiltà che rende gli uomini uguali agli angeli.” È l’amore che eleva l’uomo, ridonandogli la dignità della sua vera essenza.

 


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Salvatore Sciannamea
Sacerdote della diocesi di Andria, attualmente sono fidei donum in Valle d’Aosta, ho conseguito la Licenza in Antropologia Teologica presso la Facoltà Teologica Pugliese “Regina Apuliae” di Molfetta. Autore di numerosi libri presso le Edizioni Sant’Antonio; collaboratore della Rivista Trimestrale di Teologia e Spiritualità “Jesus Caritas - Famiglia Carlo de Foucauld” e curatore della rubrica “Ripensare tra bellezza e verità” sul sito del mio paese d’origine: Canosaweb.it. Ogni martedì, pubblico sul mio canale youtube (https://www.youtube.com/channel/UCCgVJk1DCdYQhIeh9c6jmBQ) dei video-incontri di tipo culturale, spirituale e religioso, per riflettere ed interrogarsi sul senso della vita, sull'amicizia e la bontà.

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