La giornata di Sabato 22 aprile sarà interamente dedicata alla salute fisica e mentale dell’essere umano. Presso il centro “Yoga per Tutti”, in via Bologna, 117, ad Andria, si svolgeranno attività di ricerca individuale finalizzate alla scoperta del sé.

Tra le organizzatrici dell’evento “COSTRUIAMO IL benESSERE”, la firma di Odysseo, Valeria Ficarazzo, traccia, per il nostro Giornale, i confini della tecnica introspettiva applicata alla corretta informazione sociale:

 Ciao Valeria. “COSTRUIAMO IL benESSERE” è un evento mirato alla ricerca dell’equilibrio fisico e mentale. Come nasce la collaborazione fra le associazioni “Yoga per Tutti” e “Ret’Attiva”?

Ciao Michele, parlo a nome di tutti coloro che hanno collaborato e si sono mobilitati per questo progetto. Come hai detto “COSTRUIAMO IL benESSERE” è un evento mirato alla ricerca dell’equilibrio fisico e mentale, un delicato equilibrio che permette di vivere al meglio con se stessi e nella società. L’idea di collaborare con Ret’Attiva nasce dalla necessità dell’Associazione Yoga per tutti, in quanto parte della rete, di condividere i propri obiettivi, creare un momento di cooperazione. Yoga dopo tutto vuol dire “unione”, in questo caso abbiamo provato ad unire le risorse della rete, unire gli aspetti teorici e pratici, unire il benessere del singolo e della collettività e dare degli spunti per intraprendere una vita sana, nel rispetto di se stessi e dell’ambiente.

La giornata sarà suddivisa in quattro fasi: autocostruzione, autosufficienza, autoproduzione e autorealizzazione. Cosa rappresentano e come si differenziano tra di loro?

Come dicevo prima Yoga vuol dire “unione”, yoga non è solo “asanas”, ovvero le posizioni praticate durante una lezione, ma un approccio diverso alla vita, un percorso totalizzante che porta all’autorealizzazione del sé. A tal proposito non solo è importate come viviamo, ma anche dove e cosa mangiamo. Attraverso l’autocostruzione sperimenteremo un modo ecologico di concepire arte e architettura e affronteremo il tema della Permacultura e dell’autopoduzione. La permacoltura è un metodo incentrato sulle colture all’interno di paesaggi antropizzati che permette di progettare insediamenti agricoli simili agli ecosistemi naturali, quindi in grado di mantenersi autonomamente e di rinnovarsi con un basso impiego di energia, nel rispetto quindi dell’ambiente.  Dall’autoproduzione al KM0 si fa largo l’idea di autosufficienza. Una forma di autosufficienza economica, su scala più ampia, è quella proposta dal PROUT.

Durante l’attività di autocostruzione, lo spettatore verrà introdotto, dagli architetti Maurizio Diaferia e Raffaella Cornacchia, al concetto di “performance sociale” all’interno della TinTin House. Quale funzione assume questa struttura itinerante in legno?

La Tin Tin House per Maurizio e Raffaella, e per tutta Ret’Attiva, è simbolo di aggregazione, unione e cooperazione. Mentre si costruisce, si persegue il valore della cooperazione che permette di sperimentare quanto sia indispensabile l’apporto di ciascuno alla realizzazione di un “tutto” che va oltre le singole abilità. Quindi la Tin tin non è semplicemente una costruzione materiale, ma rappresenta la valorizzazione dell’apporto di ogni persona per giungere al risultato finale…

Il percorso nell’autosufficienza si estende attraverso la Progressive Utilization Theory, un’idea economica proposta dal filosofo indiano Prabhat Ranjan Sarkar. Come si organizza una società in cui tutti gli esseri umani siano in grado di sviluppare le proprie capacità motorie e spirituali? 

Ti risponderò con le parole di Massimo Capriuolo, presidente dell’Associazione Yoga per Tutti, che il 22 aprile affronterà il tema del PROUT: “Sarkar propone uno dei concetti base nel PRO.U.T., l’Equilibrio Dinamico, auspicandone l’adozione nell’organizzazione delle relazioni “inter-umane” (tra individui), “intra-umane” (tra collettività) ed “infra-specie” (umani e viventi), per l’aggiustamento equilibrato negli utilizzi progressivi delle risorse fisiche, mentali e spirituali. Infatti, oggi assistiamo alla perdita di equilibrio nella vita individuale (aumento problemi mentali…), sociale (crisi economiche, guerre,..) e nei rapporti infra-specie. Due esempi collegati: nei Paesi poveri si muore di fame nonostante l’abbondanza di risorse, mentre nei Paesi ricchi causa il consumismo si muore per patologie da eccesso di cibo. Per entrambe si è perso l’equilibrio. Il PROUT, anziché bloccare il progresso fisico, vorrebbe organizzarlo cosicché ogni espansione naturale del livello fisico sia accompagnata da un progresso bilanciato e dinamico nei livelli mentale e spirituale, nelle relazioni inter-umane, intra-umane e infra-specie”.

Quali sono i vantaggi più evidenti di una vita sana?

I vantaggi del condurre una vita sana sono molti, sicuramente ha grandi ripercussioni sulla nostra salute, mangiare bene e vivere in un contesto ecosostenibile può portare solo benefici. Vivere una vita sana ci insegna il rispetto di noi stessi, scegliere un percorso che ci permetta di vivere più sereni in una società più sana.


Articolo precedenteLo chiamavano William Redford
Articolo successivoIRLANDA: TI ANNEGA DI VERDE E TI COPRE DI BLU
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.