Un libro di racconti brevi, presentato presso l’Auditorium “M. Palumbo”, il 21 dicembre, ad Andria, con inizio alle ore 18:30.

Un gruppo di studenti volenterosi e animati dalla voglia di mettersi in gioco. Un prof mezzo matto che non ha ancora perso il gusto di sognare. Un quadernone a testa, penne, banchi in cerchio, in un’aula blu…

Sono questi gli elementi distintivi di alcuni “autorevoli sconosciuti” che si sono fermati per mesi, un pomeriggio a settimana, nella loro scuola, per riscoprire insieme il piacere di raccontare e scrivere storie, per apprendere e sperimentare qualche suggerimento tecnico, ma soprattutto per condividere un desiderio inconfessato e inconfessabile: diventare un giorno degli scrittori.

Beh, quel giorno è arrivato: perché non c’è bisogno di essere vip per amare la scrittura. Non bisogna pensare di essere degli “arrivati” per decidere di partire. E magari approdare ad una pubblicazione.

Ci vuole passione. Tutto qui. E determinazione, costanza, fatica, tenacia: le stesse che hanno messo a segno ciascuno degli autori i cui racconti trovati raccolti in questa per nulla pretenziosa silloge.

Una parola sul titolo e sull’immagine di copertina. Ovvio che ci siam fatti ispirare dal capolavoro di Magritte, ma con una doppia licenza: da un lato, in ogni racconto, c’è almeno un passaggio in cui si cita la casa sul lago e il lampione che la illumina, ed è questo il labile trait-d’union che ci siamo dati prima di lasciare libero sfogo alla fantasia di ognuno; d’altro canto, “L’impero delle luci”, questo il nome del quadro di Magritte, è diventato per noi “le luci dell’impero”. Si tratta di luci flebili che, coi loro racconti, si fanno spazio nell’impero del mondo.

Sono però luci, il cui riverbero vorremmo vi sfiorasse, come nelle parole che seguono.

Nico: «Chiediamo luce per vivere, ma chiudiamo gli occhi per sognare».

Claudia V.: «Lo scrittore è colui che porta luce nel buio dell’ignoranza».

Antonella: «Un libro si scrive nell’ombra e si legge alla luce del sole».

Diana: «Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona».

Elena: «Scrivendo, ho potuto non solo sguinzagliare le mie idee, ma anche imparare ad ammaestrarle».

Adriana: «Scrivere è sognare, sogni su carta per volare tra le parole».

Giulia: «Scrivere per vivere. Scrivere per costruire mondi in cui essere vivi».

Claudia M.: «La scrittura non è un puro atto motorio, ma il trasferire le parole dettate dall’anima».

Gianluca: «La scrittura è un momento di luce nel percorso buio della vita».

Andrea: «Per me scrivere è stato far luce sulla memoria…».

Linda: «L’aula blu è stata la nostra rivoluzione scolastica, il luogo in cui noi, “autorevoli sconosciuti”, ci siamo sentiti liberi, primitivi, tra pari, non giudicati. Abbiamo scritto un libro, senza chiedere il permesso».


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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

4 COMMENTI

  1. Caro Paolo o professore, non sono bravo a scrivere come te, ma lo dico con sincerità: tu sei unico, dovrebbero esistere altri mille come te, per inculcare a tt noi quello che tu fai da sempre. Grande Paolo, anzi professore!

  2. Bellissima iniziativa complimenti Paolo a te e ai tuoi volenterosi studenti. La lettura la scrittura la sperimentazione aiutano a tenere acceso il cervello. Nell’era delle emoticon e della generazione Twitter saper ancora raccontare la vita, le storie, le esperienze in modo compiuto è cosa nobile; è come accendere la luce in una stanza buia e scoprire la bellezza di ciò che sta dentro

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