Il nuovo libro di Carlo Ceci Ginistrelli, Durango Edizioni

«Per accettare il mio vivere ho pianto perché guardavo con invidia quello che mi manca: la voce»: sono le prime parole con cui hai annunciato la pubblicazione del tuo nuovo libro, Lettere dall’autismo. Posso osare? Direi che non sono del tutto d’accordo con quanto scrivi. La tua voce l’hai trovata, eccome! È la scrittura…

Caro Paolo, la voce mi manca! Sono muto! Sto sempre zitto! Sto a bocca chiusa! Scherzi a parte, sono spesso in difficoltà per questa mancanza, non posso avere l’immediatezza della battuta ,della richiesta,della sorpresa. Ho sempre ansia per questo. Non mi sento in condizione di avere la mia autonomia totale. Ma per mia grande fortuna ho imparato ad usare le parole battute lentamente sul mio pc.

Carlo, qual è il tuo dolore più grande?

Restare in ansia per la paura di non avere intorno a me persone che mi aiutano salvaguardando
la mia dignità e autodeterminazione

E qual è, invece, il tuo più grande desiderio? Cosa vorresti gridare al mondo?

Il mio più grande desiderio è di essere parte di un mondo che parla di amore e di rispetto, di far parte di una comunità dove grazie ad essa tutti si possano sentire amati, di far parte di una cittadina dove regna il senso civico e il rispetto per l’altro. Poi griderei a pieni polmoni che la vita è meravigliosa, e non vale la pena viverla non amandola anche nella difficoltà.

Lettere dall’autismo è frutto maturo del tuo blog, AUT OUT: ce ne vuoi parlare?

Un giorno mandai delle mie parole a Felice Di Lernia perchè la miaeducatrice mi cercava di stimolare a scrivere. Felice le accolse e cercò di convincermi ad aprire un blog. Io ero molto incerto perchè mi sentivo ancora incatenato alle mie paure, un giorno poi mi colse in un attimo di follia e ho sciolto le catene lanciandomi in questa avventura. Poi è nato il libro che è una raccolta di pensieri di un pezzo della mia vita.

Felice Di Lernia, nella prefazione, ti definisce “un gigante”. Noi che ti conosciamocommenteremmo: “Bella scoperta!”. Tu, invece, cosa vuoi raccontarci di te?

Bella domanda!  Tu che mi hai conosciuto prima cosa pensi di tutto questo? Io, se mi guardo allo specchio vedo un bel ragazzo che potrebbe avere il mondo nelle mani, se mi guardo dentro vedo un gran caos. Non mi sento un gigante, non mi sento un bel ragazzo, non mi sento altro che una persona che ha un sacco di difficoltà da gestire che ama studiare e nonostante tutto ringrazio di essere nato.

Cosa fare per prenotare una copia del tuo libro?

Il libro può essere acquistato presso la Mondadori di Andria, così come in qualunque altra libreria (anche quelle online) ed anche sul sito dell’editore www.durangoedizioni.it

Grazie, Carlo. Cosa penso io di te? Che sei un grandissimo, nella tua semplicità e nella tua umanità. E che leggerò il tuo libro!


Articolo precedenteL’Italia alla prova della Presidenza G20
Articolo successivoPer non essere meno belli (Inferno, III)
Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba.Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

1 COMMENTO

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.