Australia! Alla fine Graziana e Vito ce l’hanno fatta…

Hanno coronato il loro sogno d’amore in uno scenario unico e vero come l’Australia, terra geograficamente lontana ma sentimentalmente vicina a ricordi indelebili di affetti volati via in un cielo nuovo, diverso, una siderale maestosità da rimirare attraverso occhi grondanti di fede e meraviglia, lacrime di un Pianeta da amare, grembo materno deturpato da insanabili malattie e rigenerato da costellazioni universali, come quei giudizi che puoi esprimere solo al ritorno da un’onirica luna di miele, diciotto giorni da gustare a piccole dosi, emozioni amplificate da un viaggio ai confini della libertà.

Ciao Ragazzi. Il vostro tour in Australia parte da Melbourne. Vi sono bastati tre giorni per visitarla?

Vito: A dire il vero, sì. Melbourne è una città multietnica e occidentale. Le influenze americane si respirano in toto, è il giusto mix tra modernità e storia.

Graziana: Storia recentissima. A Melbourne mi ci trasferirei immediatamente. Si tratta, sostanzialmente, di una metropoli a misura d’uomo, e l’ossimoro rende perfettamente l’idea del benessere in cui vivi. Un tranquillo caos all’insegna di efficienza, grattacieli e natura. Un piccolo gioiellino.

Dopodiché è iniziato il vostro tour: 2000 chilometri in cinque giorni nel cuore pulsante dell’Australia…

Graziana: Un’avventura straordinaria. Imboccando la Great Ocean Road, in direzione di Adelaide. abbiamo respirato l’essenza australiana, facendo tappa in luoghi meravigliosi come Kangaroo Island.

La casa dei canguri.

Vito: Non proprio. (ride) Lo pensavamo anche noi prima di accorgerci che a farla da padroni, da quelle parti, erano leoni marini e koala.

Ma i canguri esistono davvero?

Graziana: Ovvio! Li puoi trovare all’Urimbirra Widlife Park, un’oasi incantevole dove soccombere alla dolcezza di questi piccoli grandi amici, tutt’altro che aggressivi. I canguri si fanno avvicinare ed accarezzare, fissandoti con espressioni tenere e rassicuranti.

Da Adelaide avete preso un volo per Ayres Rock, vette montuose, punte di un satellite conficcato, a mò di iceberg, nel terreno rosso e ferroso del deserto australiano. Qual è la più suggestiva fotografia che conservate di quello che gli aborigeni chiamano anche “Uluru”?

Graziana: C’è un’immagine che porteremo per sempre dentro di noi. La cosiddetta cena “sound of silence”, consumata nella pace più assoluta del deserto, la legge morale kantiana sovrastata da uno spettacolare ed irripetibile cielo stellato.

Spiegateci meglio.

Vito: Abbiamo assistito ad un fenomeno atmosferico mai contemplato prima. Con il naso all’insù, la Via Lattea ci sembrava a pochi metri e, non ci crederete mai, ma il cielo appariva ricurvo, quasi a ricordarci della forma sferica terrestre, un’impressione suffragata anche dall’arrivo di un meteorite che ci ha accompagnato, per alcuni minuti, lungo il suo percorso celeste.

Un diario di viaggio da pelle d’oca, insomma. Com’è stato tornare alla quotidianità?

Vito: Durissima, ma siamo soddisfatti di quello che il nostro matrimonio ci ha regalato.

Graziana: Tornare per me non è mai un problema, anzi. Fondamentale ritrovare il senso di casa, sentire di appartenere ad un posto, ti fa sentire importante, ti fa capire che non si è mai soli.

Vito e Graziana non sono soli. Alla fine ce l’hanno fatta. Hanno superato le loro paure e compreso che tra quelle nuvole c’è uno spiraglio di luce, un angelo di nome Vincenza il cui grembo materno li ha protetti verso un amore chiamato Australia, ispirandoli lungo un nuovo viaggio chiamato vita.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.