Lo stress ed altre emozioni negative ci inducono a mangiare senza accorgerci di quanto male facciamo a noi stessi

Ricorrentemente, in questi giorni di notizie urlate e ripetute, abbiamo ascoltato e meditato sul fatto che le persone non mangino sempre per soddisfare la fame. Molti mangiano anche per alleviare lo stress o per fronteggiare emozioni spiacevoli, come la tristezza, la solitudine o la noia. E, dopo aver mangiato, si sentono spesso colpevoli per aver ecceduto.

Fame emozionale significa mangiare per sentirsi meglio (per soddisfare bisogni emozionali, piuttosto che soddisfare la fame fisica).

Ritenere occasionalmente il cibo come qualcosa che faccia sentire meglio, una ricompensa, o per festeggiare qualcosa, non è necessariamente una cosa negativa. Ma quando il mangiare diviene il meccanismo primario per fronteggiare gli avvenimenti, ci si blocca in una spirale negativa, dove la reale emozione o il problema concreto non sono mai affrontati.

Un manifestarsi della fame emozionale è quello di essere potente, tanto da essere facile confonderla con quella fisica, ma ci sono indizi individuabili che fungono da aiuto per distinguere la fame emozionale da quella fisica: la seconda giunge improvvisamente; inoltre, essa colpisce in un istante ed è travolgente ed urgente. La prima, diversamente, giunge gradualmente. Quando si ha la fame fisica, va quasi tutto bene da mangiare, comprendendo il cibo salutare come le verdure. La fame emozionale, invece, richiede con insistenze cibo spazzatura o snack dolci che generano istantaneo piacere. Si sente la necessità di mangiare, ad esempio, solo una cheese-cake o una pizza e nessun altro tipo di cibo. Prima si saperlo, noi abbiamo mangiato buste intere di patatine o un’intera confezione di gelato, senza aver presto realmente attenzione o traendone il massimo piacere. Quando si sta mangiando in risposta alla fame fisica, si è tipicamente più consapevoli di ciò che si sta facendo.

Purtroppo, la fame emozionale non è soddisfatta una volta pieni, mentre la fame fisica è soddisfatta quando lo stomaco è pieno.

Le comuni cause della fame emozionale includono lo stress, che porta ad alti livelli l’ormone dello stress, il cortisolo. Il cortisolo innesca il desiderio di cibi salati, dolci e fritti. Altre emozioni spiacevoli- includendo l’ira, la paura, la tristezza, l’ansia, la solitudine, il sentirsi offesi e la vergogna- possono essere temporaneamente silenziate attraverso il mangiare. Al fine di fermare la fame emozionale, è necessario che ci sia un’alternativa al cibo che si mangia in risposta al suo stimolo.

Quindi, in questo periodo in cui lo stress accompagna le nostre giornate tra le mura di casa, è importante trovare altre maniere per distogliere la nostra attenzione, come l’esercizio fisico, la lettura e perché no, immaginare con gli amici momenti di diletto, quando, finalmente, questo subdolo e vigliacco virus ci avrà permesso di ritornare alle nostre molteplici passioni.


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Francesco Maria Cassano
Nato a Bari nel 2003, vive e frequenta il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Bisceglie. Si definisce un amante delle materie scientifiche, pratica il calcio amatoriale e l’attività fisica e tifa per il Milan, per il quale nutre una autentica venerazione. Ama il mare e la campagna, il buon cibo e la vita all’aria aperta. Musicalmente preferisce ascoltare brani italiani, in special modo quelli di Ultimo e Tommaso Paradiso, ma ascolta anche brani stranieri, come quelli di Shawn Mendes e Bruno Mars. Non rinuncia mai ad una serata in compagnia di amici, specie se sono quelli con i quali è facile parlare di sport ma anche di belle ragazze e di altri piaceri come quelli de la bonne vie. Desidera viaggiare e visitare in particolare le città d’arte. Scrive per esternare le sue passioni.