
«Ad Andria invece la situazione è ancora più grave perchè ad essere, oppressi e dissanguati, sono le persone che gestiscono e lavorano per aziende private e cooperative sociali. L’interà Città piangerà a lungo…»
Da un lettore che ci chiede di restare anonimo, riceviamo e pubblichiamo:
Rosa Luxemburg nel carcere di Varsavia, dal cortile dove passeggiava, vede per la prima volta in vita sua un carro tirato dai bufali. E scrive alla sua amica Sonička, di aver “provato un dolore intenso”, nel vedere queste “bestie da soma, abituati come’erano alla libertà, prese a bastonate in modo spaventoso e senza pietà”, dai soldati, perchè “non riuscivano a varcare la soglia della porta carraia”.
Se Varsavia ci sembra lontana e la lettera della Luxemburg datata, ad Andria invece la situazione è ancora più grave perchè ad essere, oppressi e dissanguati, sono le persone che gestiscono e lavorano per aziende private e cooperative sociali. Che pur erogando servizi essenziali di ogni genere per conto del Comune di Andria, da mesi e mesi non vengono pagate, anzi sono soggiogate da giochi di potere politico ed economico. Spogliandole così di dignità e aspirazioni lasciandole brancolare nella profonda oscurità della disperazione senza provare neanche “un po di compassione”.
Proprio come i soldati del carcere di Varsavia che alla guardiania indignata da come trattavano i bufali rispondevano così: “Neanche per noi uomini c’è compassione e battevano ancora più forte fino a lacerarli la pelle”. Tra i bufali, c`era uno in particolar modo con “un’espressione simile a quella di un bambino che abbia pianto a lungo”.
E in questo caso chi piangerà a lungo sarà l’intera città di Andria, che per anni e anni si troverà a pagare debiti su debiti procurati da “sagge” amministrazioni. Purtroppo sì, scenderanno lacrime di dolore come quelle di Rosa Luxemburg “davanti a quella silenziosa sofferenza” che i bufali provavano ad ogni colpo brutale di frusta.
Un cittadino indignato


























