2024 Olimpiadi no, 80 candeline a Berlusca sì

“Buongiorno Signore!” – una ragazzina con un largo sorriso fissa l’Italiano sfiduciato, negli occhi – “Buongiorno!” – ripete. Sorriso fisso. Stretto. Strettissimo. “Salve…”, risponde scocciato l’Italiano sfiduciato mentre trasloca le ingombranti buste della spesa dal carrello al bagagliaio della macchina. La moglie dell’Italiano sfiduciato già è rientrata in auto, ma sa benissimo che sono proprio queste le occasioni in cui il marito fallisce, si sente messo alla prova. L’uomo si ferma. Alza lentamente la schiena. Poi il volto. Incrocia lo sguardo della ragazzina. Ferma. Immobile. Sorriso finto. Un depliant rosso nella mano sinistra: “Tenga!”, “Come le dicevo, proprio oggi ha l’opportunità di acquistare 4 confezioni di vino pregiato a soli 100 euro anziché 150. Una super offerta non crede?”. Sorriso! “Beh!” L’Italiano sfiduciato, intimorito, risponde, mentre la moglie dal sedile di comando (quello passeggeri) finge di non udire. Fiducia. Ed è qui che l’Italiano sfiduciato inizia a pensare. Riflette: a lui il vino piace, stavolta però non sa bene di che marca si tratta. In realtà non ne conosce molte, si fida sempre della sua enoteca di fiducia, quella a 100 metri da casa di fianco al macellaio. Potrebbe essere un cambiamento questo, ma non vuole decisamente chiedere un parere alla moglie. Il vino è, e resta, sua competenza. Sì. No. Bah. Sì. Sì. No. Ma se poi non è buono? Ma forse è troppo. Però è un’occasione per assaggiare qualcosa di diverso. No dai, No. Ma forse Sì… quando mi ricapita! Sì. No, in fondo così sto bene. Piero, quello dell’enoteca, è sempre tanto gentile. Mah. Continua a pensarci fino a che la moglie si gira muta a guardarlo. La ragazza, col sorriso, lo fissa. La moglie si rigira. Lui guarda fisso il depliant. Rosso. No! Secco. “Grazie mille signorina, per questa volta è No”. Riporge il bigliettino. Sbatte il cofano. Afferra il carrello, lo posa. Entra in macchina – come se avesse appena fatto una rapina. Mette in moto. Fugge.

La moglie è un po’ fiera di tutto questo. Per festeggiare lo guarda, fa scivolare la sua mano sul cruscotto della macchina. Lenta. Scivola. Arriva al pulsante, quello di accensione dello stereo. Radio. ON! “Uff” – la donna sfiduciata al posto di comando – “parlano ancora delle Olimpiadi e de Roma! Basta! No è No!”. L’Italiano sfiduciato muto, guida. Dallo specchietto retrovisore, in lontananza, il Colosseo. Bianco. Pulito. Lucente. Tutto pieno, tutto esaurito. La folla sugli spalti. Mille colori. Le squadre a sfilare nell’arena; come Romani. I gladiatori sui lati. Roma grande, Grande Roma: la Capitale. “Ed oraaaaaa…”, lo speaker dei giochi di Roma 2024 a tutta voce: “la squadraaaa di Romaaaa Capittaaaallleeeee”. La folla acclama. Acclama forte. Tutti in piedi. Dalla bocca dell’entrata non esce nessuno. Nessuno. Nessuno. La squadra degli assessori non era al completo. Molti avevano lasciato prima di entrare, altri non potevano. Alcuni avevano già partecipato. Non usciva nessuno. Nessuno. No! Di nuovo secco l’Italiano sfiduciato. Meglio di No questa volta. Se fossero stati altri tempi però. Quei tempi. Lo speaker avrebbe chiamato la squadra italiana e dalla bocca dei fori sarebbero usciti imponenti gladiatori acclamati da dolci donzelle sugli spalti. Un bandierone tricolore con la scritta “Forza Italia” sventolata dall’unico Re: #Silvio. Lui. La bandiera sventola. I sorrisi. Le mani. Gli ottant’anni e gli occhiolini. Quelli di quei tempi in cui non bisognava discutere e non bisognava riflettere. Era sempre Sì. A volte sempre No, ma pur sempre un grande Sì. Eh! Sospira l’uomo alla guida. Fermo al semaforo. Rosso.

Menomale che il 4 dicembre è lontano, pensa. Stasera vado da Piero, quello dell’enoteca. Compro una bella bottiglia. Di quelle che mi ha sempre consigliato lui. Di quelle di sempre. Quelle di una vita. Quelle che già conosco. Quelle che non cambierò mai. Mai.


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Casertano di nascita, francese d'adozione. Nato nell'aprile 1991. Per anni ha inseguito il sogno di diventare musicista, per poi capire che, forse, era meglio iscriversi alla facoltà di Scienze Politiche. Nel 2014 studia un anno presso Sciences Po Toulouse, dove ha conseguito il certificato di studi politici. Ha seguito, nel team organizzazione e comunicazione, alcune campagne elettorali tra cui le municipali francesi 2014. Appassionato di musica, soprattutto jazz e comunicazione, quella politica. Ama viaggiare, l'arte e lo sport. Scrive per varie testate online, occupandosi di fatti di politica italiana e sopratutto estera. È autore del romanzo "Solo tre giorni", disponibile in vendita su iTunes e Amazon.