
Che “Grande Avventura” incontrarlo…
Carlo Verdone non è solo la storia del cinema italiano, è un’icona che attraversa mezzo secolo per sedimentarsi nell’immaginario collettivo. Attore e regista, ha incarnato un Paese in preda alle sue nevrosi, imitandone tic e paranoie, il tutto condito da una umile dolcezza.
L’ho catturato al volo, in una soleggiata domenica primaverile, doveva correre in stazione, proprio come in una vita da Carlo, la sera precedente ci aveva deliziato con clip e aneddoti della sua carriera, illustrandoci tecnicismi e percorsi di gavetta fatta di sacrifici, studio e duro lavoro.
I suoi personaggi sono entrati nel quotidiano di attitudini singolari e, non per questo, meno divertenti. Da Non Stop a Un Sacco Bello, da Borotalco a Compagni di Classe fino a Viaggi di Nozze, Gallo Cedrone e Bianco, Rosso e Verdone, un artista “acqua e sapone” che ha saputo farci innamorare di piccolezze che rendono le persone comuni straordinariamente speciali.
Figlio di un insegnante di cinematografia, ha raccontato di quando fu bocciato dal papà ad un esame, o di quando convinse Rossellini e Sergio Leone a produrre il suo primo mediometraggio. Verdone sembra più attuale di quanto si possa credere, si rivolge ai giovani pur senza rinnegare il corso dei tempi, denunciando, a tratti, quella cultura woke che, oggi, esporrebbe qualsiasi cosa alla censura, impedendoci così di ammirare quegli stralci di realismo propedeutici al nostro pensiero critico.
Carlo Verdone è una maschera che non ne indossa una, è vero anche dietro ogni ruolo che interpreta, ad abitarlo è uno stacanovismo mosso da passione ed energia esistenziale, è u uomo che si ritrova nella propria ipocondria, burbero ma, insieme, disponibile verso tutti coloro che necessitano del suo aiuto.
Incontrarlo è stata la mia ennesima Grande Avventura, ascoltarlo è stato un incredibile viaggio fra cuore e mente.























