L’etimologia è chiara. Il termine “domotica” deriva dal latino “domus”, la casa che tutti noi meriteremmo di arredare secondo le nostre necessità. La domotica è anche una disciplina in rapida evoluzione. Per capirne di più abbiamo intervistato gli autori di un blog che se ne occupa.

Se alla classica abitazione, però, aggiungessimo innovative applicazioni tecnologiche, la funzione originale della tradizionale dimora verrebbe derubricata da un più congeniale modus vivendi che ha portato il Sottoscritto a consultare il blog Rivoluzione digitale e ad incuriosirsi della vena ingegneristico-artistica di ragazzi quali Giovanni Sebastio, Francesco Lopez e dell’andriese Francesco Pertuso. Proprio a quest’ultimo ho sentito, da diversamente abile, la responsabilità di porre qualche interessata domanda:

 Ciao Francesco. Come spiegheresti ad un bambino cos’è la domotica?

Come in qualsiasi ambito tecnologico è più facile dimostrare praticamente anziché spiegarla a parole, soprattutto ad un bambino. Ad un bambino direi che la domotica è una scienza che ti aiuta ad usare la tecnologia in casa in maniera semplice ed immediata. Ad un bambino basterebbe, credimi!

Da disabile ho sempre ricercato nel mio living strumenti smart che potessero garantirmi comfort e praticità. Quanto, effettivamente, la Domotica migliora il quotidiano di portatori di handicap e non?

Penso che proprio questo sia l’obiettivo di chi lavora in quest’ambito, garantire il massimo del comfort soprattutto a chi ne ha bisogno. Tu pensa che con il semplice utilizzo dello smartphone potresti organizzare i tuoi elettrodomestici e ottimizzarne, quindi, in consumo energetico; immagina di avere il cancello del garage che si apre al tuo ritorno senza che tu usi il telecomando, le luci di casa che si accendono all’apertura della porta e l’arrosto in forno cado che ti aspetta…

Cosa si intende per “rivoluzione digitale” di cui si parla sul vostro blog?

Per rivoluzione digitale si intende proprio l’utilizzo attivo e partecipato della tecnologia; fino ad ora la maggior parte degli utenti utilizza la tecnologia in modo passivo, molte volte subendola. Molti utenti non conoscono la potenza di questa scienza. David Foster Wallace nel discorso agli studenti del Kenyon College utilizza questo aneddoto: «Ci sono due pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: “Salve, ragazzi. Com’è l’acqua?” I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa: “Che cavolo è l’acqua?”».

Al politecnico di Torino ho seguito il corso di “Rivoluzione Digitale”, il quale si prefigge come obiettivo quello di valutare gli effetti della rivoluzione internet sulla società ma anche della società su internet.

Siamo perciò partiti dal principio per capire cosa ci abbia portati a creare quello che oggi è metaforicamente l’acqua in cui viviamo. Abbiamo percorso cronologicamente tutte le tecnologie più importanti, dalla scrittura all’avvento del world wide web, con lo scopo di studiare la necessità sociale che, dall’ideazione, ha portato alla loro invenzione.

Quali vantaggi può offrire la Domotica in termini di costi e risparmio energetico?

Nel blog, un mio collega, ci dedica un intero articolo. Per fare un esempio un po’ pratico e staccarci da tutta questa teoria, pensiamo all’applicazione della domotica che permette alla “casa intelligente” di disattivare le prese che non si stanno utilizzando. Mi spiego meglio, anche se un elettrodomestico non è acceso, se collegato alla corrente continua a consumare energia. Energia che si traduce in “costo” sulla fattura che a fine mese ogni famiglia paga e che alla fine non è utilizzata, ma sprecata. Questo spreco può essere evitato attraverso prese centralizzate che “capiscono” autonomamente quando entrare in funzione e quando disattivarsi.

Progetti futuri?

È ancora presto per parlare di un possibile futuro, visto che ho appena cominciato la mia carriera universitaria. Per il momento studio e apprendo…il mio prossimo futuro è questo.