Al matrimonio si preferisce di gran lunga la convivenza, che non mette in gioco molte dinamiche e che conferisce sempre la possibilità di uscire fuori dal vincolo. Spesso si sente dire: “Oggi sento di stare con lei/lui… domani non so!”

In data 17 giugno 2017 la Comunità “Arca della Alleanza”, sita in Bisceglie, è stata inserita nel Forum delle Associazioni Familiari di Puglia, condividendo con altre comunità ed associazioni lo scopo che, sin dalle origini, la Comunità si è prefissa: quello di “ricostruire con Gesù, la famiglia ferita”. Il dott. Leonardo Trione, Presidente della Comunità, ci spiega il motivo e la missione da essa perseguita, con riferimento alle difficoltà relazionali che caratterizzano l’odierna società, in particolare riguardo alla famiglia e ai giovani.

Dott. Trione, la famiglia, fino a non molto tempo fa, era considerata un’istituzione molto importante nella formazione dei ragazzi: Lei è d’accordo nel ritenere che lo sviluppo economico e il benessere del Paese siano fra le principali cause della crisi della famiglia e della sua funzione?

Non credo si possano annoverare solo questi due problemi da lei elencati tra le principali cause della crisi della famiglia e della sua funzione. Credo che il problema più grave sia e rimanga fondamentalmente “la crisi di valori”, non vorrei scivolare nella retorica, ma di fatto è questo: la famiglia è in crisi perché ormai nella nostra società non è più un valore che attrae, per alcuni; per altri è qualcosa da combattere e demolire, soprattutto nella sua forma più tradizionale e cristiana;  e solo una minoranza, purtroppo anche fra i cattolici, la difende e la protegge, conservando e volendo divulgare ad ogni costo il suo valore più profondo.

Una delle forse disgregatrici del ruolo e della centralità della famiglia è stata, indubbiamente, la legislazione sul divorzio, che ha allentato il vincolo familiare inteso come istituzione immutabile e perenne. Non solo, dalla famiglia patriarcale si è passati a nuove forme di nuclei familiari più o meno legittimati come quelle monoparentali, omoparentali, famiglie allargate, etc. Ritiene che il riconoscimento di tali nuove tipologie familiari sia una risposta adeguata di fronte alla liquidità, per dirla con Bauman, che caratterizza le attuali relazioni umane?

Oggi assistiamo ad una confusione nata proprio in relazione ai sentimenti e alla loro definizione: quando Bauman parla di “società liquida”, si riferisce soprattutto all’incapacità, da parte di una generazione intera, di assumersi delle responsabilità sia sul piano economico-sociale, che sul piano sentimentale. Al matrimonio si preferisce di gran lunga la convivenza, che non mette in gioco molte dinamiche e che conferisce sempre la possibilità di uscire fuori dal vincolo, ancora più facilmente rispetto al matrimonio cattolico o civile. Inoltre assistiamo anche ad un vero e proprio trionfo del sentimentalismo nella sua eccezione più negativa. Spesso si sente dire: “Oggi sento di stare con lei/lui… domani non so cosa mi riserverà il futuro”. Non c’è alcuna certezza del futuro, questa è una grande verità se la analizziamo da un punto di vista economico, perché nessuno ci da garanzie. Ma i sentimenti sono un’altra cosa: quando ami, scegli una persona fra tante, nella convinzione che per una serie di motivi si incastri perfettamente con il tuo modo di essere e di vivere, e questa scelta non può essere temporanea, non deve accadere che qualcuno vada bene in un momento della vita e con il passare del tempo questa scelta venga messa in discussione. Anche in questo c’è un senso di responsabilità che è necessario sviluppare nei giovani. Non è opportuno vivere le situazioni nella eventualità che “tutto può succedere”… si rischia di cadere nella profezia che si auto-adempie, come diceva Robert K. Merton.

Nella Esortazione Apostolica Amoris Laetitia, Papa Francesco ha messo in guardia dal modo di intendere la famiglia come un luogo di passaggio, al quale ci si rivolge quando pare, conveniente per sé, o dove si va a reclamare diritti, mentre i vincoli rimangono abbandonati alla precarietà volubile dei desideri e delle circostanze. Alla luce di siffatto rischio, quale è l’apporto della vostra Comunità?

Come Comunità viviamo una vocazione che ci spinge continuamente ad andare verso la famiglia, soprattutto quella ferita e attraversata dalla crisi, il modello proposto è quello della “Sacra famiglia di Nazareth”. S. Giacomo ci ricorda che la fede senza le opere è morta (Gm 2, 17), incarnando questa esortazione, come Comunità, l’Arca dell Alleanza esprime il suo carisma attraverso i Cenacoli di preghiera in cui si vive settimanalmente un incontro di preghiera comunitaria carismatica e un momento di formazione. Tali cenacoli sono presenti nelle città di Bisceglie, Trani, Barletta, Corato, Andria, Palagiano, Chieti. Allo stesso tempo abbiamo istituito, nelle stesse città, Centri d’Ascolto per l’orientamento e il sostegno di giovani e famiglie in difficoltà. Sono inoltre sorte due case di fraternità al femminile: in una, alcune giovani ragazze hanno deciso di mettere in pratica ciò che è descritto in Atti 2,42-45, la vita in comune, che presuppone “lo spezzare il pane e le preghiere”. L’altra casa di fraternità accoglie donne che vivono un disagio sociale.

Dal momento che i giovani, non avendo figure salde di riferimento, le cercano all’esterno, facendo perdere alla famiglia sempre più il suo valore ed autentico significato, è corretto affermare che uno degli scopi della Comunità da Lei fondata, anche in base a questa nuova realtà che è il Forum delle Associazioni Familiari di Puglia, sia quella di un recupero di una genitorialità basata non solo sull’amore romantico ma sulla condivisione di affetti, di progetti, di etiche affettive? In che misura il Vangelo può servire affinché tali difficoltà si trasformino in sfide da vivere alla luce della fede?

Uno dei nostri obiettivi è appunto quello di evitare di attribuire alla famiglia un valore strumentale e consumistico, come lei giustamente ha detto prima, citando l’Amoris Laetitia, non è possibile considerare la famiglia un luogo di passaggio, è necessario capovolgere questo modo di pensare. La famiglia è un luogo in cui nascono, crescono e si formano delle persone proprio attraverso la condivisione di affetti, progetti e pensieri. Per questo motivo intendiamo intensificare sempre più la nostra opera evangelizzatrice, affinché Gesù Risorto sia sempre più conosciuto, amato, servito, onorato in tutto il mondo.