Si terrà oggi, martedì 24 maggio, dalle ore 19.30, presso la Biblioteca Comunale “G. Ceci”, l’evento “Mafie sulla pelle”, organizzato dal “Forum Città dei Giovani”, che vedrà ospiti l’avv. Michele Caldarola, referente del presidio Libera di Andria “Renata Fonte”, e il dott. Angelo Jannone, colonnello in congedo, esperto del patrimonio dei Corleonesi ed autore del libro “Un’arma nel cuore”. A trent’anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio, il ricordo dei giudici Falcone e Borsellino nelle parole del membro del nuovo direttivo del Forum, con delega alle Politiche Sociali, Giovanna Scamarcio.

Ciao Giovanna. Perché avete deciso di organizzare l’evento “Mafie sulla pelle”?

Abbiamo deciso di organizzare questo evento perché riteniamo che sia fondamentale non solo essere consapevoli e “fare memoria” ma anche, in un certo senso, empatizzare per comprendere al meglio cosa è la mafia; un fenomeno che molti ragazzi, percepiscono troppo distante dalla nostra realtà, da questa riflessione scaturisce anche il titolo.

L’avvocato Michele Caldarola illustrerà la situazione mafiosa del nostro territorio, dandoci la possibilità di percepire la mafia più da vicino e conoscere ciò che accade nelle nostre terre, di cui spesso non sappiamo nulla.

Il Dottor Angelo Jannone, invece, racconterà la storia di chi ha lottato in prima persona contro la mafia, rischiando la propria pelle.

Quale insegnamento possiamo trarre dal dott. Angelo Jannone e dal suo ultimo libro “Un’arma nel cuore”?

Il libro del Dott. Jannone non è solo un’ autobiografia ma racconta di “eroi silenziosi“.  Il romanzo permette di immedesimarsi nei protagonisti, (grazie ai racconti delle loro fragilità, di aneddoti, di riflessioni), che hanno trasformato il proprio lavoro in una costante lotta, facendosi carico di tutti i rischi del caso. Una lotta contro un fenomeno, che ancora oggi, è ritenuto indomabile. Può insegnare tanto soprattutto ai giovani che decideranno di intraprendere queste carriere.

Inoltre, riporto la citazione sul retro della copertina: “Un libro che andrebbe preso in mano ogni volta che, a proposito di mafia, verrebbe la tentazione di dire: tanto non serve a niente” (Gianluca Nicoletti, giornalista).

Perché l’esperienza dell’avv. Michele Caldarola, come referente Libera di Andria, è fondamentale?

L’ Avv. Michele Caldarola darà la possibilità al pubblico di aprire gli occhi ascoltando e comprendendo quello che accade nelle nostre terre. Oggi i ragazzi vengono spesso etichettati negativamente, soprattutto da chi non ci prova neanche a confrontarsi con noi.

L’ Avv. Caldarola, invece,  parla spesso ai giovani, ha dato vita, assieme a Libera, a diversi eventi nelle scuole e con i ragazzi. È una persona aperta al confronto e che può insegnare tanto, due aspetti fondamentali per chi ha voglia di conoscere, questo  a prescindere dall’età,

Cosa possono nel concreto fare i giovani per combattere le Mafie?

Non si devono accettare i compromessi, bisogna agire sempre secondo dei principi quali la giustizia, l’ equità, la civiltà.


Articolo precedente23 maggio, Giornata nazionale per la legalità
Articolo successivoQuale liberalriformismo nel neorepubblicanesimo?
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.