L’andriese Emma Monterisi è stata eletta nella Commissione regionale Pari opportunità. A lei nel prossimo periodo spetterà il compito di affiancare Patrizia Del Giudice, nominata Presidente della stessa commissione. Le abbiamo fatto qualche domanda.

Ciao, Emma. La tua recente nomina nella Commissione Regionale Pari Opportunità, oltre a riempirci d’orgoglio, ci offre una precisa diagnosi del quadro lavorativo pugliese. Qual è, secondo te, l’ostacolo più grande che un italiano, e, nello specifico, un cittadino della Bat, può incontrare nella ricerca di occupazione?

Il lavoro è la necessità essenziale per la realizzazione dell’individuo. Se la gente lavora è appagata, perché riesce a soddisfare le esigenze primarie e non solo.  La difficile contingenza di crisi che stiamo vivendo ci ha gettato un pò tutti nello sconforto e allora mi chiedo se c’è un modo alternativo per ridare slancio all’economia e dignità alle persone attraverso il lavoro. Cominciamo da questo: lavorare su se stessi porta ad un risultato economico e fa la differenza. Piangersi addosso o lamentarsi di continuo non serve a nulla.  Dobbiamo riappropriarci della fiducia in noi stessi ed in quello in cui siamo più capaci. Bisogna imparare a leggere la realtà, osare e guardare oltre. E’ palese: dove il lavoratore sta bene, lavora con serenità e passione, anche l’Azienda ne beneficia e vive meglio e più a lungo. Venendo al territorio della Bat, la nostra provincia conta su numerose imprese che si sono distinte e continuano a farlo nel tempo, proprio perché hanno creduto nell’etica del lavoro e dei suoi valori fondanti.  Ma sono purtroppo tantissime le Aziende che, prive di quei valori, hanno progressivamente chiuso i battenti, mettendo in ginocchio molte famiglie ed accrescendo la soglia di povertà. L’ostacolo più grande, in ogni caso, rimane l’oggettiva esiguità dell’offerta di lavoro, a fronte di una domanda sempre più grande e disperata.

Come possiamo favorire l’accesso della donna al lavoro autonomo e alla formazione professionale?

Credo che dobbiamo sfatare il mito che la donna sia ancora “minoranza” o sinonimo di fragilità. Sempre più donne si sono rimboccate letteralmente le maniche per sostenere le proprie famiglie in difficoltà, mentre tante altre si sono messe in gioco con creatività e slancio, riuscendo benissimo a fare impresa. Quello che ci differenzia dagli uomini è un innato senso di responsabilità che è insito nella figura femminile. Alle donne oggi serve soprattutto più accesso alle fonti di finanziamento, più conoscenza delle dinamiche del lavoro e dell’impresa e, ovviamente, tanta ma tanta formazione. I nuovi programmi ministeriali di alternanza “scuola-lavoro” sono un passo concreto in tal senso a favore dell’universo femminile.

Da angelo del focolare a manager in carriera. Perchè affidare ruoli di responsabilità ad una donna è garanzia di successo?

Io credo nel valore di fare squadra e le donne sul lavoro hanno la grandissima capacità di fare squadra, probabilmente più degli uomini. Oggi le aziende sono diventate vere e proprie comunità e se noi impariamo a socializzare correttamente anche l’azienda per cui lavoriamo crescerà progressivamente. Ecco perché credo molto nell’etica personale, nella partecipazione e nella dedizione, tutte virtù spiccatamente femminili. Ferma restando ovviamente la parità di genere con l’uomo!

Ha destato piacevole stupore, a Mestre, il caso di Martina Camuffo, assunta da un’azienda veneta a soli dieci giorni dalla nascita della sua secondogenita. Questo, a tuo parere, resta un episodio isolato o credi che, oggigiorno, sia completamente superata la disparità di trattamento contrattuale in base al sesso che sortisce effetti negativi, soprattutto, per le donne?

Il caso di Martina Camuffo ci ha regalato un sorriso: poter credere in un mondo migliore, in cui si affermi una relazione virtuosa tra offerta e domanda di lavoro. Con l’Impresa che, oltre ad assolvere ad una funzione economica, diventa consapevole di assolvere anche ad una funzione sociale: sostenere chi merita nei frangenti di difficoltà. Ma sulla strada della parità di trattamento contrattuale tra uomini e donne, c’è ancora un lungo tragitto da compiere.

Affiancando la neo Presidente di Commissione, Patrizia Del Giudice, quali obiettivi intendi raggiungere per curare gli interessi futuri dell’intera comunità pugliese?

L’elezione di Patrizia del Giudice è una bella vittoria, ed è un po’ anche una mia vittoria, conseguita insieme alle altre colleghe della Commissione. Abbiamo puntato su una donna forte, piena di entusiasmo e disposta a mettersi in gioco. E l’esperienza di Patrizia, acquisita in anni di Confindustria, può risultare decisiva per il lavoro comune. Alzare il tasso di occupazione femminile è ovviamente la priorità della Commissione, così come riuscire a coniugare lavoro al femminile, maternità e famiglia. Abbiamo un programma che mira a coinvolgere i partiti, le organizzazioni datoriali, i sindacati e le associazioni, sì da creare, per usare un’espressione della neo presidente, “un tavolo circolare” in cui ogni donna possa sentirsi protagonista ed autrice del proprio futuro.


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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.