I giorni dell’apocalisse e l’enfant prodige

Esser fuori dalla Coppa del Mondo è come sbirciare dall’esterno una festa a cui non si è stati invitati e provare un profondo senso di malinconia. La storia del mondiale è fatta da chi vince e da chi perde, di gol memorabili e di aneddoti curiosi. È fatta, come abbiamo narrato in questo lungo cammino, anche da chi non riesce clamorosamente a staccare il pass per la fase finale, come avviene nel 2018 all’Olanda e, in particolar modo, all’Italia.

12.03.2015. Россия, Санкт-Петербург, стадион «Петровский». Лига Европы УЕФА, 1/8 финала, «Зенит» — «Торино».

La mancata qualificazione degli Azzurri di Giampiero Ventura è figlia di scelte tattiche sbagliate, di atteggiamenti colmi di presunzione -come avviene nella sfida del Bernabeu del 2 settembre 2017 contro la Spagna – e della crisi del sistema che tende a privilegiare gli stranieri a scapito dei talenti di casa nostra. Il 13 novembre 2017 l’Italia affronta la Svezia a San Siro, autentico talismano, con l’imperativo di ribaltare l’1 a 0 di Solna. Nonostante vari tentativi, gli Azzurri non riescono a sbloccare il risultato e dopo sessant’anni sono fuori dal mondiale.

La Francia, finalista nell’Europeo di casa, cerca il riscatto in Russia, con una squadra forte e con il nuovo gioiello del calcio transalpino, figlio delle banlieues, che il PSG acquista a suon di milioni dal Monaco: Kylian Mbappé. Il suo apporto è decisivo per il trionfo degli uomini di Deschamps e alla fine del torneo viene eletto miglior giovane. E non ha ancora compiuto 20 anni…

Per la Russia la competizione è la ciliegina sulla torta dopo un decennio di grandi manifestazioni sportive, un modo per legittimare anche la volontà di non essere più considerata come potenza regionale, ma come competitor nell’ordine mondiale. Anche la scelta delle sedi di Kaliningrad e Soči confermano questo atteggiamento aggressivo di Mosca. Esordiscono solo due nazionali: Panama e Islanda.

Si parte il 14 giugno con Russia Arabia Saudita, valida per la prima giornata del gruppo A. Dopo le critiche pre mondiali mosse al CT Cherchesov, i padroni di casa partono col piede giusto con un perentorio 5 a 0. Nel girone l’Uruguay arriva primo, davanti ai padroni di casa. Fuori l’Arabia Saudita e l’Egitto di Salah.

Nel gruppo B Spagna e Portogallo si qualificano a fatica. L’Iran sfiora il passaggio del turno, tenendo sulle spine nell’ultima giornata il Portogallo, così come fa il Marocco, ormai fuori, contro la Spagna.

Deschamps e i suoi ragazzi vincono il girone davanti al portafortuna nei tornei internazionali, la Danimarca, che quando si incrocia, spesso porta al successo.

Nel gruppo D le prestazioni dell’Argentina di Sampaoli sono altalenanti. La disastrosa sconfitta contro la Croazia, che arriva dopo il pareggio contro l’Islanda, mette al muro l’Albiceleste costretta alla vittoria contro la Nigeria. Il 2 a 1 firmato Messi e Rojo concede il passaggio del turno. Nel gruppo E il Brasile arriva primo davanti alla Svizzera, nel gruppo F la Germania rimane vittima della sindrome dei campioni del mondo, eliminata al primo turno e ultima nel girone vinto dal Messico, seguito dalla Svezia. Nel gruppo G il Belgio della Golden Generation si qualifica davanti a una buona Inghilterra. Nel gruppo H infine accedono agli ottavi Colombia e Giappone.

Ad aprire gli ottavi è la supersfida tra Francia e Argentina che finisce 4 a 3 per i Galletti. Mbappé realizza una doppietta e si ricorda il gran gol di Pavard.

L’Uruguay piega il Portogallo di Ronaldo con una doppietta di Edison Cavani, che si infortuna. La Russia fa fuori la Spagna ai rigori, così come fa la Croazia sulla Danimarca. Il Brasile batte 2 a 0 il Messico, mentre a Rostov sul Don il Belgio compie l’impresa: sotto di due gol contro il Giappone, riesce a vincere 3 a 2. Decisivo il gol di Chadli al 94′. La Svezia continua a mietere vittime e fa fuori la Svizzera. Solo i rigori garantiscono il passaggio del turno agli inglesi contro la Colombia.

Ai quarti la grande sorpresa è l’eliminazione del Brasile ad opera del Belgio, che inizia a credere nell’impresa. La Francia batte 2 a 0 l’Uruguay, stesso risultato con il quale i Tre Leoni raggiungono dopo 28 anni la semifinale eliminando la Svezia. Finisce invece il cammino della Russia di fronte alla Croazia che ancora di rigore ha la meglio e torna nell’elite del calcio mondiale dopo Francia 98.

A San Pietroburgo va di scena Belgio Francia. Per i Diavoli Rossi è l’appuntamento con la storia, il momento per migliorare i risultati degli anni ’80, quando arrivò in finale all’ Europeo italiano e quarto in Messico. Peccato che Umtiti non sia d’accordo: al 51′ di testa decide la prima semifinale.

Nell’altra partita i favori del pronostico propendono per l’Inghilterra di Southgate che da 22 anni cerca di farsi perdonare per l’errore dal dischetto nella semifinale di Euro 96, contro i tedeschi. Trippier lo aiuta a superare i sensi di colpa e a sognare una finale che ai britannici manca dal lontano 1966. L’interista Perišić ristabilisce le distanze e si va ai supplementari. Mario Mandzukic al minuto 109 prende alle spalle la difesa inglese e segna il gol che vale la prima finale per i croati.

Il 14 luglio lo stadio Lužniki si veste a festa per l’epilogo del torneo. Arbitra l’argentino Pitana. Francia in vantaggio grazie ad un autogol di Mandzukić sugli sviluppi di un calcio di punizione. Reazione croata che con Perišić trova il pareggio con un gran tiro dal limite dell’area. Il VAR, che debutta in questa edizione, assegna un rigore ai francesi che Griezmann realizza. Nella ripresa dilaga la Francia. Pogba da fuori area fa 3  a 1 e poco dopo Mbappé cala il poker. Il gol di Mandzukić sul colossale errore di Lloris serve solo per fissare il risultato sul 4 a 2.

Dopo tre finali finite ai supplementari, sono sufficienti i 90 minuti per decretare campione del mondo la Francia, vent’anni dopo Parigi. Didier Deschamps eguaglia Zagallo e Beckenbauer, che avevano vinto il mondiale da calciatori e da allenatori. A Zagabria comunque festeggiano perché rimarrà nella storia la cavalcata della generazione di talenti guidata dal genio di Luka Modrić, miglior giocatore del torneo e pallone d’oro 2018.

CAPOCANNONIERE: Harry Kane (ING) 6 reti

CLASSIFICA FINALE

  1. Francia
  2. Croazia
  3. Belgio
  4. Inghilterra

FINALE TERZO E QUARTO POSTO

Belgio – Inghilterra 2-0


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