Torna il seminario di filosofia del Liceo Scientifico “Nuzzi”, ad Andria

“Scusa, ma non ho tempo”: probabilmente, la frase che più volte ripetiamo o sentiamo ripetere ogni giorno. Fa il paio con altre del tipo: “Non ho tempo da perdere”, “Ho perso il tempo”, “Sono (o non sono) arrivato al tempo giusto”, “È tempo di darsi una mossa!”. E così via…

Ecco, appunto: il tempo. Quello che ci segna, quello che sfugge, quello da quando siamo nati, quello che viviamo, quello di quando moriremo.

Della serie: dimmi di che tempo parli e ti dirò chi sei!

Sei oppresso dal kronos o sai cogliere il kairos? Ti spaventa l’aion o insegui un telos?

Come? Non hai familiarità con questi termini? Allora niente paura: eccoti l’occasione (kairos!) che aspettavi: lunedì 25 e martedì 26 marzo, al “Nuzzi” va in scena il seminario di filosofia.

Il tema? Be’, a questo punto, non ti sarà difficile indovinare.

Cosa? Non hai tempo? Io incomincerei a preoccuparmene…

 

Il seminario di filosofia si terrà presso il Liceo Scientifico “R. Nuzzi”, ad Andria, nell’auditorium intitolato al prof. Michele Palumbo, proprio colui che questo appuntamento ideò e diresse con lume e passione.

Il programma:

Lunedì 25 marzo, con inizio alle 17.15. parleranno:

il prof. Leonardo Fasciano: “Il tempo della vita tra krònos e kairòs”,

il prof. Oscar Dejure: “Il tempo tra Kant e Hegel”,

la prof.ssa Rosanna Valerio: “Il tempo di una vita”,

il prof. Vincenzo Pomarico: “Il tempo della fisica tra frantumazione e disordine” (prima parte)

Martedì 26 marzo, ancora con inizio alle 17.15. parleranno:

il prof. Pomarico: “Il tempo della fisica tra frantumazione e disordine” (seconda parte),

il dirigente scolastico Michelangelo Filannino: “La tempiternità nel pensiero di Raimon Panikkar”,

il prof. Sabino Pastore: “Non c’è più tempo”,

la prof.ssa Angela Orciuolo: “La (non) banalità del tempo”.

Affrettatevi!


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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba.Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

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