Doveva essere una giornata piena di capovolgimenti e così è stato

Il settimo turno di campionato non solo ci ha consegnato una nuova leader della classifica, la solita “Vecchia Signora”, ma ha anche decretato i primi due esoneri stagionali.

A farne le spese Giampaolo e Di Francesco, tecnici rispettivamente di Milan e Sampdoria.

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La Juventus batte l’Inter per 2-1, si prende la testa del campionato e ribadisce a tutti – qualora ce ne fosse bisogno – che resta la squadra da battere.

Una gara che non delude le aspettative: colpi di scena, emozioni e continui cambi campo per una sfida ricca di occasioni.

Al 4’ la Juventus passa in vantaggio con un bellissimo gol di Dybala, trovato da una splendida imbucata di Pjanic.

Al18′, Lautaro Martinez pareggia trasformando il rigore fischiato da Rocchi in seguito ad un fallo ingenuo di De Ligt.

Ma a deciderla è ancora Gonzalo Higuain.

L’attaccante bianconero – che già nel 2018 aveva punito l’Inter al novantesimo regalando lo scudetto alla Juve – raccoglie un ottimo spunto di Bentancur e batte Handanovic a dieci minuti dalla fine.

I bianconeri salgono in testa alla classifica staccando di un punto proprio i nerazzurri.

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Il Napoli non approfitta del big match tra le prime della classe e si ferma sullo 0-0 contro il Torino.

Gli azzurri cercano di colpire, ma non affondano mai il colpo.

Dopo aver sfiorato il vantaggio con Fabian Ruiz e Dries Mertens, sale in cattedra il portiere Meret compiendo un miracolo su Ansaldi allo scadere del primo tempo.

Nella ripresa l’occasione migliore capita sulla testa di Llorente, che non è abile a battere Sirigu.

Un buon Toro ferma il Napoli che vede allontanarsi la vetta della classifica.

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Il Milan vince, non convince e cambia.

Dopo l’iniziale vantaggio rossoblù con goal di Schone, complice la papera di Reina, i rossoneri ribaltano il risultato con Theo Hernandez e Kessie.

Al 93’ Reina si riscatta dall’errore sul primo goal, respingendo il calcio di rigore dello stesso Schone.

Malgrado i tre punti, i dirigenti del Milan hanno deciso di dare il benservito a mister Giampaolo, affidando le sorti della squadra rossonera a Stefano Pioli.

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Buona la prima per l’Atalanta nel rinnovato stadio “Gewiss Stadium” di Bergamo.

Dopo la batosta in Champions League, la Dea vince e convince in casa contro il Lecce.

Il solito Zapata apre le marcature, mentre Gomez raddoppia alla fine del primo tempo. Nella ripresa i nerazzurri chiudono la pratica con Gonsens, ma il Lecce conquista il gol della bandiera con Lucioni.

Per la squadra di Gasperini arriva la terza vittoria consecutiva che significa sorpasso al Napoli e terzo posto in classifica.

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Nel match delle 12:30 la Fiorentina continua la sua rincorsa verso la zona Europa, centrando il quinto risultato utile consecutivo e la terza vittoria di fila dopo quelle con Sampdoria e Milan.

A decidere la partita un colpo di testa di Milenkovic.

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In casa del Bologna, la Lazio getta via i tre punti con Correa, che spara sulla traversa un rigore all’88’.

A dire il vero, il 2-2 finale è il risultato giusto per una partita spettacolare, piena di occasioni, errori ed emozioni. I gol sono stati segnati tutti nel primo tempo, con il capocannoniere Immobile bravo a rimediare i due vantaggi di un bel Bologna che – con Sinisa Mihajlovic applauditissimo in panchina – ha guidato il match dall’inizio alla fine. I biancocelesti però sono stati spesso pericolosi in contropiede.

Ripresa giocata quasi tutta in dieci contro dieci per le espulsioni ravvicinate di Lucas Leiva e Medel: più spazi, più errori, più brividi fino all’ultimo tra due squadre che giocano sempre per vincere, senza risparmiarsi.

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La Roma non ritrova la vittoria dopo il pareggio in Europa League e si ferma nuovamente per 1-1 contro il Cagliari. Dopo un ottimo inizio dei giallorossi, sono i sardi a passare in vantaggio grazie al penalty di Joao Pedro, concesso per un fallo di mano di Mancini.

Subito dopo la Roma, però, trova il pareggio: ottimo cross basso di Kluivert, deviazione di Ceppitelli per anticipare Dzeko ed autogol.

Nella ripresa i giallorossi cercano insistentemente il goal del vantaggio ma Olsen si supera e sbarra la strada prima a Zaniolo e dopo a Dzeko.

Polemiche nel finale per un goal annullato (giustamente) a Kalinic per fallo su Pisacane.

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In seguito alla sconfitta contro il Verona termina anche l’avventura di Di Francesco sulla panchina della Sampdoria.

I goal di Kumbulla e l’ autogol di Murru condannano l’ex tecnico della Roma, che lascia dopo 6 sconfitte in sette partite.

I blucerchiati restano inchiodati all’ultimo posto in classifica con soli 3 punti.

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Ritrova la vittoria la Spal che batte di misura il Parma.

A decidere la partita è un goal di Andrea Petagna alla mezz’ora di gioco.

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In ultima analisi, ricordiamo il rinvio tra Brescia-Sassuolo per la morte del patron neroverde Giorgio Squinzi, artefice assoluto della cavalcata degli emiliani dalla Serie C alla Serie A.


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Giuseppe Zinni
Amante della letteratura e della storia, frequento la facoltà di Lettere Moderne presso l’Università di Bari. Da dove nasce il mio amore per la scrittura? La risposta risiede tra le pagine dei libri che ho letto, ma anche tra quei versi che hanno inciso il mio cuore. Soprattutto, sta tra le mille bozze, appunti, brutte copie e sogni di carta ancora nel cassetto. Cosa mi riserverà il futuro ancora non lo so, ma coltivo i miei sogni con la consapevolezza che le parole, più di qualsiasi altra cosa, possano fare la differenza!

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