
A Trani, il futuro della musica si scrive in blu. L’evento dello scorso 8 giugno.
In un tempo in cui la musica colta fatica a rinnovarsi nel rapporto con il pubblico e con le nuove generazioni, un piccolo miracolo culturale si è compiuto nel cuore della Puglia, tra le mura dell’elegante Auditorium F. Chopin dell’Accademia Musicale Arcadia. Preludes in Blue Live, il concerto dedicato alle composizioni originali del Maestro Roberto Fasciano, ha dato forma a un progetto didattico che è diventato evento artistico, aprendo le porte a un ascolto consapevole e profondo della musica contemporanea.
Nella raccolta Preludes in Blue, Fasciano distilla un linguaggio che parte dalla tradizione del blues e del jazz afroamericano per elevarsi, con raffinata consapevolezza, verso architetture musicali di grande spessore lirico e formale. Non si tratta di un’operazione nostalgica o stilisticamente mimetica, ma di una trasfigurazione colta: strutture compositive rigorose incontrano la flessibilità del ritmo sincopato, la libertà improvvisativa del jazz e la poesia timbrica che appartiene alla scrittura più evoluta per pianoforte.
A dare voce a questa estetica sofisticata sono stati giovani interpreti, allievi dell’Accademia, selezionati non solo per le loro capacità tecniche, ma per una maturità musicale sorprendente. Sul palco si sono alternati con sicurezza e sensibilità, regalando al pubblico momenti di autentico incanto.
Rosanna Valente ha aperto la serata con Morning Light, un brano che evoca la luce delicata dell’alba, attraverso un uso sapiente della dinamica e della pedale: il suo tocco, lirico e trasparente, ha saputo restituire l’atmosfera rarefatta del pezzo. Daniele Ventura, con Wisteria is the Color of My Room e Invitation to the Blues, ha proposto una lettura intensa e introspettiva, dimostrando grande padronanza dei colori armonici e una sorprendente capacità di sostenere il discorso musicale nelle sue flessioni emotive. Irene Verzicco ha invece messo in mostra una brillante vivacità espressiva in Funny Blues e Broadway Life, dove l’elemento ritmico diventa motore di una narrazione quasi teatrale. Tommaso Liso, infine, ha interpretato Summer Memories e A Walk in the Park con un equilibrio formale che non rinuncia alla spontaneità: il suo fraseggio, delicato e riflessivo, ha saputo evocare con eleganza la leggerezza di un’estate vissuta tra nostalgia e contemplazione.
A impreziosire ulteriormente il programma, il violino di Alessandra Fasciano ha dato voce a due dei momenti più suggestivi della serata: First Things First e Friends on Holiday, brani che esplorano i temi dell’infanzia, dell’amicizia e della quotidianità con una scrittura cantabile, quasi narrativa. La sua esecuzione di Nostalgia, una delle composizioni più complesse e strutturalmente dense della raccolta, ha rappresentato un vertice espressivo dell’intero concerto: la violinista ha saputo restituire le sfumature armoniche e la malinconia swingante del brano con una maturità che raramente si incontra in musicisti così giovani.
Ciò che ha reso Preludes in Blue Live un evento memorabile non è stato solo il livello delle interpretazioni, ma la sua valenza simbolica. L’iniziativa ha dimostrato come un progetto didattico possa essere anche un atto creativo, un’esperienza formativa che non si limita all’apprendimento tecnico, ma diventa educazione all’ascolto, esplorazione del sé e dialogo con la complessità del linguaggio musicale contemporaneo.
Fasciano, in questo senso, non è soltanto un compositore, ma un pedagogo della contemporaneità. Le sue opere non semplificano per compiacere, ma offrono ai giovani strumenti per misurarsi con una musica che richiede rigore, attenzione, libertà e profondità. La struttura a preludi — breve forma che da Chopin a Debussy ha sempre offerto spazi di sperimentazione — diventa terreno ideale per un percorso in cui la tradizione si rinnova e il jazz, il blues, la musica d’arte si incontrano senza gerarchie.
In un contesto nazionale in cui il rapporto tra didattica e produzione musicale spesso si risolve in recital scolastici privi di reale slancio artistico, quanto visto a Trani si impone come modello virtuoso: Preludes in Blue Live dimostra che educare i musicisti del futuro significa offrir loro orizzonti estetici ampi, strumenti critici e occasioni di confronto con la realtà viva del palcoscenico.
Il pubblico — attento, partecipe, sorprendentemente trasversale per età e formazione — ha premiato con lunghi applausi un’esperienza che va oltre la cronaca di un concerto. A Trani, in una sera di giugno, si è celebrato un atto d’amore per la musica, e per la sua capacità di rinnovarsi attraverso le mani, le voci e l’anima delle nuove generazioni.
























