Il calcio non ha età

Si chiama Lamberto Boranga, ha 82 anni, ed è il nuovo portiere della Trevana. Avete capito bene, 82 anni, a dimostrazione di come il calcio non abbia età. Lui, ex di Fiorentina e Cesena, di appendere i guantoni al chiodo non ha proprio voglia. “Dovrò riposare nella prossima”, ha confidato, scherzosamente, a microfoni spenti. Ma Boranga non è l’unico atleta “agée” ad aver perseguito nell’attività agonistica.

Ezzeldin Bahader, infatti, nell’ottobre 2020, è il centravanti dell’6 October Club, squadra militante nella terza serie egiziana, e, con il calcio di rigore segnato contro il Genius, entra nella storia: a 74 anni e 175 giorni si fregia del titolo di bomber più anziano di sempre, ufficialmente certificato come il calciatore professionista più anziano del mondo dal Guinness World Record. Quel giorno a tifare per il nonno, dalle tribune, ci sono anche i suoi sei nipoti, ultima generazione di Bahader, figli dei quattro eredi diretti di Ezzeldin.
L’acqua del Nilo come elisir di giovinezza, visto che è celebre il caso di Essam El Hadary che, 45 anni, 5 mesi e 10 giorni, diventa il giocatore più anziano a giocare una partita ai mondiali. Ad allenare l’Egitto è la vecchia conoscenza del calcio italiano, Hector Cuper, spettatore dei due rigori che El Hadary ha parato nella semifinale di Coppa d’Africa contro il Burkina Faso.

Un altro numero 1, tra i pali, è stato sicuramente Isaac Hayik, non solo perché ha giocato fino a 73 anni nella quarta serie israeliana, ma per essere stato anche illustratore e caricaturista, tanto da pubblicare, nel 1969, “The End of the Earth”, libro dallo scenario distopico che narra un abominevole sterminio dell’umanità, ahinoi preludio dell’attuale realtà.

In mezzo ad un conflitto, purtroppo vero, si trova Mykola Lykhovydov, 59 anni, il giocatore più anziano in attività, centrocampista e proprietario, nella parte periferica di Odessa, del Real Pharma, azienda farmaceutica da lui fondata. All’inizio dell’invasione russa, Mykola si è assicurato che i suoi 50 dipendenti avessero contanti in assenza di sportelli bancomat funzionanti, preoccupandosi, inoltre, di consegnare medicinali e stufe ai soldati ucraini.
In Italia, ricordiamo esempi quali Robert Carmona, uruguaggio che ha cambiato 30 maglie per poi trasferirsi in terza categoria piemontese, Marco Ballotta, portiere anche di Parma e Lazio, finendo per citare poi icone mondiali come Romario, Miura e Stanley Mattews.
In un calcio bistrattato e commercializzato, questi interpreti si sono distinti per una straordinaria passione senza età.