E per il risultato al tampone molecolare, ora solo in 55 minuti, grazie a 2 nuovi apparecchi Real Time Pcr di ultima generazione

Un prestigioso riconoscimento nazionale al professor Gianluigi Giannelli, direttore scientifico dell’Irccs de Bellis di Castellana Grotte ed alla sua equipe nella terapia per l’epatocarcinoma, tra i nefasti tumori maligni del fegato.

Nei giorni scorsi a Roma sono stati consegnati in Campidoglio, i riconoscimenti ai “Paladini Italiani della Salute” per le migliori ricerche medico scientifiche pubblicate nel quinquennio 2015-2020. Tra i premiati il direttore scientifico dell’ospedale di Castellana Grotte, dal 2016 alla guida scientifica dell’Irccs “de Bellis”, dopo un lustro trascorso per lavoro in California. Ebbene, questa ricerca ha sviluppato una serie di approfondimenti e nuove conoscenze mirate alla personalizzazione  della terapia per l’epatocarcinoma, il più frequente tumore maligno del fegato, riuscendo ad evitare trattamenti inutili ai pazienti, ottimizzando così i costi e migliorando il governo clinico della terapia.

Questa grave patologia, appunto l’epatocarcinoma, è la quinta neoplasia più diffusa al mondo e la terza come causa di morte correlata al tumore. La prognosi e la sopravvivenza –secondo gli studi più recenti- sono ad oggi insoddisfacenti, poiché solo una minoranza dei pazienti può usufruire delle terapie più efficaci: la chirurgia o il trapianto di fegato. Il Sorafenib è al momento l’unico farmaco approvato in prima linea nel trattamento dei pazienti in stadio avanzato di malattia non più avviabili al trattamento chirurgico. Il farmaco inibisce la proliferazione delle cellule tumorali e induce al tempo stesso la loro morte. Ma questo trattamento farmacologico risulta efficace nell’allungare la sopravvivenza solo in un terzo dei casi, perché molti pazienti sviluppano resistenza entro i primi sei mesi di terapia.

La ricerca condotta dall’equipe del prof. Giannelli ha dimostrato che una particolare proteina (Laminina-332) presente nel microambiente tumorale contrasta l’efficacia del Sorafenib, e la chiave di volta per aggirare il problema è la sua interazione con uno specifico recettore al quale la proteina si lega. Da questo importante studio clinico, non potranno che derivare delle efficaci terapie per contrastare questo grave tumore epatico.

Intanto una importante donazione del Distretto 2120 del Rotary Club all’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Castellana Grotte, permetterà di ottenere il risultato di un tampone molecolare in soli 55 minuti a confronto delle attuali 4-5 ore. Si tratta di due nuovi apparecchi Real Time Pcr di ultima generazione. Il Rotary Club è riuscito ad ottenerli utilizzando dei fondi stanziati da un’agenzia del governo americano per la lotta alla pandemia.

La particolarità di queste apparecchiature, come ha evidenziato il direttore del laboratorio di microbiologia dell’ospedale pugliese specializzato in gastroenterologia, il dottor Antonio Lippolis, è data dal fatto che queste saranno utili non solo per il coronavirus ma anche per l’individuazione e la cura di tante altre infezioni.


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Nato a Bari nel 2003, vive e frequenta il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Bisceglie. Si definisce un amante delle materie scientifiche, pratica il calcio amatoriale e l’attività fisica e tifa per il Milan, per il quale nutre una autentica venerazione. Ama il mare e la campagna, il buon cibo e la vita all’aria aperta. Musicalmente preferisce ascoltare brani italiani, in special modo quelli di Ultimo e Tommaso Paradiso, ma ascolta anche brani stranieri, come quelli di Shawn Mendes e Bruno Mars. Non rinuncia mai ad una serata in compagnia di amici, specie se sono quelli con i quali è facile parlare di sport ma anche di altri piaceri come quelli de la bonne vie. Desidera viaggiare e visitare in particolare le città d’arte. Scrive per esternare le sue passioni.

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