Il libro a cura di Roberto Tarantino presentato ad Andria, presso il chiostro del Seminario Vescovile, martedì 25 giugno, ore 19.00

Un soldato, un ufficiale, il comandante del presidio di difesa della sua città, Barletta.

Arriva l’8 settembre. È lasciato solo, senza ordini, con pochi uomini e munizioni, a fronte di forze nemiche soverchianti. Non viene meno al suo dovere: sia quando respinge il primo assalto, e infligge ai nazisti una sconfitta che li stupisce, sia quando è costretto ad arrendersi per evitare altra morte e distruzione.

Di qui ha inizio l’odissea del Colonnello Francesco Grasso, considerato un traditore, maltrattato, vilipeso, costretto alla fame, ad ogni sorte di privazione, a 22 mesi di prigionia. E processato dallo stesso Stato italiano, una volta giunta la liberazione.

Certo: il processo si concluse con assoluzione piena – né poteva essere diversamente, visto che lo stesso pm richiese il “non luogo a procedere a carico di Grasso Francesco” che non aveva violato “né la legge dell’onore” né “la legge penale” – ma l’onta di uno Stato che chiama in giudizio i suoi eroi resta.

Per questo occorre far memoria, per questo, per conoscere la storia della battaglia di Barletta, è altamente consigliata la lettura di novecinquesei. Diario della resistenza di un soldato (Durango Edizioni 2019), a cura di Roberto Tarantino che, riprendendo le fila della battaglia culturale di Maria Grasso Tarantino, ci offre la possibilità di leggere le vive parole, redatte al tempo della sua prigionia, del colonnello Grasso.

La lettura vi immergerà nella personalissima, eppure di portata storica, vicenda di un degno figlio di quella Barletta che, sia pure tardivamente, è stata insignita, l’8 maggio 1999, della medaglia d’oro al merito civile, per i tragici eventi del 12-24 settembre 1943; nonché della medaglia d’oro per il valore militare, per la resistenza messa in atto nei giorni 8-12 settembre. Riconoscimento, quest’ultimo, giunto solo il 7 luglio 2003 e che il Colonello Grasso avrebbe meritato di vedere con i suoi occhi.

Brecht ha scritto: “Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi”. Ma davvero sfortunato, si direbbe, quel popolo che non li sa riconoscere.

 

Novecinquesei sarà presentato ad Andria, martedì 25 giugno, con inizio alle ore 19.00. La presentazione avverrà nel suggestivo chiostro del Seminario Vescovile, col patrocinio della Biblioteca Diocesana. Interverranno Roberto Tarantino, Sabino Zinni, Felice Di Lernia, don Mimmo Basile, Damiano Landriccia, Paolo Farina.

L’incontro è pubblico, la partecipazione è gradita.


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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba.Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

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