Quando l’amore diventa chiave, la musica diventa cura, e le ali di farfalla aprono le porte dell’anima

Professoressa Lotito, chi è Melody?

Melody è una bambina, ma non una bambina qualunque. È un’anima luminosa, nata dal dolore e cresciuta nella speranza. È la protagonista della mia fiaba musicale ‘Melody e la magia delle porte colorate’, edita da Florestano Edizioni. Dodici porte, dodici colori, dodici doni: ciascuno custodisce un insegnamento, un valore, un frammento d’amore lasciato da un padre che ha preso il volo verso il cielo. Melody riceve una chiave magica. Inizia così il suo viaggio, che è un cammino incantato tra sogno, memoria e guarigione.

Una fiaba che nasce da un dolore profondo…

Sì, è vero. Melody è nata nel silenzio che ha seguito la perdita di mio fratello Giuseppe. In quelle pagine ho versato tutto l’amore che una persona può contenere. È una fiaba ispirata, nel senso più puro: ispirata dal Cielo, scritta con le lacrime e con la luce. La musica che accompagna la storia è composta da mio figlio Enzo Paolo, giovane talento dell’associazione Domenico Sarro di Trani. Ogni nota è un respiro, ogni melodia è una carezza che parla al cuore prima ancora che alla mente. E poi ci sono le illustrazioni di Sabrina De Virgilis, la cui matita è davvero incantata: grazie ai suoi disegni, la fiaba di Melody assume i colori dell’arcobaleno.

Melody è entrata nelle scuole, ma ora vola anche altrove…

All’inizio Melody ha camminato tra i banchi delle scuole primarie e secondarie, portando con sé stupore e dolcezza. Poi ha spiccato il volo verso luoghi dove la magia è più necessaria: gli ospedali pediatrici. Grazie a persone speciali come Salvatore Liso, di TIMEOUT palestre, che ha scelto di acquistare le fiabe e donarle ai bambini ricoverati, Melody è diventata un abbraccio che raggiunge i cuori nei reparti. Siamo stati all’ospedale ‘Bonomo’ di Andria, al ‘Papa Giovanni XXIII’ di Bari, e l’8 luglio saremo al Policlinico di Bari, nel reparto di ematoncologia, alle ore 16:30. Sarà un momento incantato, reso ancora più prezioso dalla presenza di emittenti televisive che anche in questa occasione hanno preannunciato la loro presenza. Quando la bellezza è autentica, sa farsi notizia.

Cosa accade durante questi incontri?

Accade che la magia si fa voce e poesia. Racconto la storia, le note si intrecciano alle parole, e alla fine indosso grandi ali di farfalla. Sono il simbolo della libertà: non una libertà cieca, ma una libertà consapevole, che nasce dall’amore e dalla cura. In quell’ora sospesa, i bambini dimenticano il dolore, e gli adulti ritrovano il senso. È come se il tempo si fermasse, e il cuore si aprisse a una luce nuova.

Melody è una fiaba, ma anche un progetto…

Melody è un sogno che cammina, una carezza che si fa viaggio. Vogliamo portarla in tutta Italia, regalare un’ora di stupore, di bellezza, di luce. Perché ogni bambino ha diritto a un po’ di magia, anche — e soprattutto — quando la vita si fa difficile. Le pagine di Melody racchiudono tutto ciò che è fondamentale: il coraggio, la gratitudine, la memoria, la speranza. È una fiaba che cura, che abbraccia, che trasforma. Una fiaba che viene dal cielo e torna al cuore.


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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...