Letterata e teologa, la dott.ssa Ileana Mortari, attraverso il suo libro “I Testimoni di Geova. Saggio critico sulla Watch Tower”, offre una disamina sociologica dei Movimenti Religiosi Alternativi

Salve Ileana. In che modo la struttura organizzativa della Watch Tower rischierebbe di manipolare le menti dei suoi adepti?

La struttura organizzativa non “rischia”, ma è stata espressamente studiata per manipolare. Ogni membro viene seguito individualmente perché a poco a poco interiorizzi quanto gli viene detto così che arrivi ad una sorta di “punto di non ritorno”, dopo il quale accetta acriticamente tutto e il contrario di tutto. In questo percorso ha certamente gran peso il divieto tassativo di informarsi da altre fonti; se poi qualcuno lo fa, in lui aumenta ulteriormente quel senso di colpa che è largamente utilizzato dall’organizzazione. In questo periodo sto facendo ricerche tra i fuoriusciti, per cercare di capire qual è stato questo “punto di non ritorno” nella loro esperienza.

Quanta correlazione esiste fra religione, psicologia e sociologia quando si fa riferimento ai Testimoni di Geova?

Per l’aspetto sociologico i TdG si collocano tra gli MRA (Movimenti Religiosi Alternativi). Pur autodefinendosi “cristiani”, non sono riconosciuti tali dal Consiglio Ecumenico delle Chiese Cristiane, come non è riconosciuta la loro traduzione del testo biblico, che per questo non può chiamarsi Bibbia; così essi l’hanno chiamata TNM, Traduzione del Nuovo Mondo. Essi stessi usano poi spesso il termine “religione”, che comunque si può applicare con difficoltà in quel contesto, visto che il loro “modus operandi” è assai diverso da quello delle altre religioni, come dimostrano anche i 150 anni della loro storia. La psicologia ha presso di loro una sorta di “double face”. Da un lato molti vengono attratti nel periodo iniziale da un’entusiastica accoglienza (il noto “love bombing”) o dalle promesse di cose splendide, ma illusorie; dall’altro i capi fanno leva su paura/terrore, sensi di colpa, ambizioni carrieristiche, etc.

Qual è la via più consigliata per il recupero di persone vittime di un eventuale ostracismo?

Va detto anzitutto che l’ostracismo è la peggiore caratteristica del movimento, un comportamento disumano, che però serve ad evitare molte “uscite” dalla congregazione. Lasciare un MRA comporta uno sconvolgimento emotivo spesso caratterizzato dalla “sindrome da trauma post-setta”, come la definisce la dott.ssa Tinelli. E comunque non si può dare una risposta univoca, perché, a ben vedere, ogni caso è a sé. C’è chi all’inizio vuole solo disintossicarsi, chi intraprende percorsi di psicoterapia che durano anche molti anni; c’è chi si sente così distrutto e disperato che si avvicina al suicidio, e non sempre viene fermato in tempo; molti consigliano di dedicarsi ai propri hobbies preferiti, anche allo scopo di conoscere altre persone, visto che con l’uscita gli ex sono stati tagliati fuori da tutto e da tutti.

Devolvere parte degli introiti agli aiuti umanitari per la pandemia è, anche, conseguenze di tue esperienze dirette e sul campo?

No, per quello che riguarda la pandemia, perché non ho competenze mediche e infermieristiche e, anche riguardo ad altre forme di aiuto, non ho potuto a causa del lavoro del libro, così mi è parso giusto dare almeno un contributo con gli introiti del medesimo. Sì, per quanto attiene ad esperienze di solidarietà e di volontariato. Faccio parte di una onlus di adozione a distanza, che aiuta bambini e ragazzi ugandesi nello studio, perché ritengo che la cultura sia uno dei mezzi principali per lo sviluppo di un paese.


6 COMMENTI

  1. Vorrei chiedere alla gentilissima dottoressa Ileana Mortari: ma ha mai provato a parlare con qualcuno di “dentro”? Se vuole sono a sua completa disposizione. Non si preoccupi, non sono un “anziano”.
    Un abbraccio cristiano

    • Stateve x conto vostro ho altri persecutori in fabbrica x il solo fatto che sono superiori di livello aziendale..

  2. Lavoro in Fiat e da quando ho un capo di questo movimento la mia vita diventa un incubo.. Nn c’è la faccio più mi sento messo alla rogna e credo che psicologicamente vengono preparati come i ragazzi nazisti venivano educati da hitler.. Signor Carlo creda cio che vuole ma nn rompete gli equilibri delle persone che hanno già problemi

  3. Con me sarebbero due, anche io sono a disposizione e mi si trova facilmente, basta cliccare il mio nome e cognome tra virgolette su Google . Ma perchè dovrebbero chiedere a noi? Gli abbasseremmo la media dei loro “studi”, le loro “statistiche”. Nella stragrande maggioranza di casi (se non sempre) attingono ad un repertorio di testimonianze scelte tra altri ex. Chiaro che su 10 interviste fatte da 10 detrattori viene fuori il 100 per 100 di contenuti sinistri. Non dicono che a fronte di queste si trova qualche milioncino di persone di vedute completamente diverse. Comunque se vogliono sentire altri non di parte, studiosi neutrali, consiglio la seguente lettura (una delle tante). E si badi bene NON DAL SITO JW.ORG (anche se non sarebbe male che se lo andassero a leggere senza pregiudizi) dimostrerebbero però onestà intellettuale come quei romani che duemila anni fa quando incontrarono l’Apostolo Paolo gli dissero: “Ci sembra bene tuttavia ascoltare da te quello che pensi: di questa setta infatti sappiamo che ovunque essa trova opposizione”. (Atti 28 :22 CEI)
    Ecco la lettura che suggerisco:
    https://www.cesnur.org/2020/testimoni-di-geova-libro-bianco.htm
    Bruno Bargiacchi

  4. Penso che prima di scrivere qualcosa ci si dovrebbe documentare in modo accurato. Se il contenuto è quello qui descritto noto diverse inesattezze e grossolani errori. Ad esempio l’ autrice afferma che i testimoni di Geova non possono chiamare Bibbia la traduzione da essi realizzata e quindi la chiamano Traduzione del Nuovo Mondo. Evidentemente l’ autrice non ne ha mai avuta una copia in mano (può farsela comunque dare è distribuita gratuitamente) altrimenti avrebbe notato quello che è evidente in questa pagina:

    https://www.jw.org/es/biblioteca/biblia/

    Anche la versione in italiano nelle prime pagine contine il termine Bibbia.

    Un altra cosa, viene citato il Consiglio Ecumenico delle Chiese Cristiane quasi fosse un autorià sovranazionale atta a certificare il grado di cristianesimo di un determinato movimento. In realtà tale Consiglio del quale e bene ricordare la chiesa cattolica non è un membro effettivo è solo un tentativo di creare un dialogo ecumenico tra varie chiese cristiane ma non ha alcun potere normativo.

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